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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sant’Agnese, il quadro rubato torna dopo 20 anni

La tela era stata alterata e fu riconosciuta a Parma tra le opere esposte a una fiera antiquaria

Il dipinto di Sant’Agnese sottratto nel 2004 da una chiesa di Sulmona è stato recuperato dopo vent’anni. La tela è tornata alla diocesi il 30 maggio 2025, dopo essere stata individuata grazie a un sistema di intelligenza artificiale.

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Il ritorno dell’opera abruzzese

Il recupero non riguarda tutti i capolavori cercati dalle forze dell’ordine. Salvatore Rapicavoli, tenente colonnello del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, ha spiegato: «Non mi aspetto che il sistema ritrovi la Natività di Caravaggio», tra i dipinti più ricercati inseriti negli elenchi dei beni da recuperare.

Anche l’intelligenza artificiale, inoltre, non può lavorare senza l’intervento umano. Carina Popovici, cofondatrice della società Art Recognition, ha osservato: «Il recupero dipende comunque dagli investigatori e dall’apparato giudiziario». Sono gli agenti e la magistratura a verificare le segnalazioni e a procedere con i sequestri.


Il software che riconosce i dipinti

Il programma utilizzato dai carabinieri si chiama Swoads, acronimo di Stolen Works of Art Detection System. L’applicazione confronta le immagini delle opere sottratte con quelle presenti sul mercato e può riconoscere anche frammenti, tele ricomposte oppure dipinti alterati dopo il furto.

Dal novembre 2023 il sistema ha contribuito, secondo i dati forniti da Rapicavoli, al recupero di oltre 300 dipinti e sculture. A questi si aggiungono più di 165mila beni tra monete, manoscritti, medaglie e reperti religiosi, per un valore complessivo superiore a 203 milioni di euro.

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Le verifiche vengono condotte anche su portali d’asta, piattaforme di commercio elettronico e reti sociali. Nel 2026 il programma ha permesso, per esempio, di localizzare Riposo della pastorella di Filippo Palizzi, scomparso nel 1972 dalla Galleria d’Arte Moderna Carlo Rizzarda di Feltre e rintracciato sul sito di una casa d’aste.


Le modifiche sulla tela

Sant’Agnese era stata portata via l’11 agosto 2004 dalla chiesa della Madonna della Potenza, a Sulmona. Per cancellarne l’identità, i responsabili avevano dipinto sopra alcuni simboli: l’agnello era stato sostituito da una pergamena, mentre l’aureola e la palma del martirio erano state eliminate.

La figura appariva così come una giovane donna con abiti rossi e azzurri, quasi una persona comune, oppure una sibilla. Nonostante gli interventi, la combinazione dei colori e la disposizione delle forme hanno consentito al sistema di risalire all’immagine originaria.

La corrispondenza è emersa nell’ottobre 2024 durante i controlli dei carabinieri al Mercanteinfiera di Parma. I militari avevano fotografato i quadri presenti negli stand e inserito le immagini nella banca dati delle opere rubate; dopo alcune ore è comparata una possibile coincidenza. Il giorno seguente la tela è stata sequestrata e affidata agli esperti per gli accertamenti, che hanno confermato l’identificazione.

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