Sanremo, l’affondo di Morgan: «Alla Rai manca la musica»
Alla Festa del cinema di Roma, l’artista critica la gestione del Festival e commenta il possibile ruolo di Stefano De Martino, tornando anche sulle proteste sociali.
Secondo Morgan, il problema di Sanremo non riguarda soltanto chi ne assume temporaneamente la guida, ma il modo in cui l’istituzione viene considerata dal servizio pubblico. L’artista ne ha parlato alla Festa del cinema di Roma, dove è stato presentato il documentario sulla sua vita, “Non importa dove”.
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L’accusa alla Rai sul Festival
Morgan sostiene che il Festival abbia un valore autonomo rispetto ai conduttori e ai direttori artistici che si alternano nel tempo. A suo giudizio, Sanremo possiede già visibilità, protagonisti e una struttura consolidata, ma avrebbe perso il suo elemento centrale: la musica.
Il cantautore ha rivolto una serie di domande alla Rai e allo Stato, chiedendo perché il Festival non venga trattato con maggiore attenzione dal servizio pubblico. Il suo timore è che una manifestazione considerata un’istituzione venga invece sminuita; per questo ha detto di essere “stanco di vederlo umiliato”.
Il giudizio su Stefano De Martino
Nel corso dell’incontro si è parlato anche della possibile nomina di Stefano De Martino alla direzione artistica del prossimo Festival di Sanremo. Morgan non ha messo in discussione le capacità del conduttore nel ballo, ricordando di averlo conosciuto proprio in quel ruolo.
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Quando lavorava a “X Factor”, ha raccontato Morgan, De Martino veniva talvolta coinvolto per aiutarlo nelle coreografie. Il giudizio espresso è quindi riferito soprattutto alla sua esperienza da ballerino, mentre sulla direzione artistica del Festival l’artista ha spostato l’attenzione sul ruolo della Rai e sulla necessità di restituire centralità alla musica.
La protesta contro le spese pubbliche
L’intervento ha toccato anche le manifestazioni organizzate in questi giorni in diverse zone d’Italia. Morgan ha collegato quelle mobilitazioni alla percezione che le risorse destinate alla popolazione vengano ridotte o dirottate verso altre priorità.
Nel suo intervento ha contestato l’impiego di fondi per gli armamenti, sostenendo che dovrebbero essere indirizzati piuttosto a scuola, retribuzioni, pensioni e servizi. «Si tolgono i soldi alla gente», ha affermato, riassumendo così la sua critica alle scelte pubbliche.
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