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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Sanremo, cancellata la tassa per artisti e Rai: chi dovrà ancora pagarla

Dal Festival 2027 cantanti, orchestrali e tecnici Rai non verseranno più l’imposta, mentre giornalisti e addetti alla pubblicità resteranno esclusi dall’esenzione.

Per chi lavora alla macchina del Festival di Sanremo, dal 2027 potrebbe cambiare una voce di spesa finora applicata durante la permanenza in città. Cantanti, orchestrali e tecnici Rai saranno infatti sollevati dal pagamento dell’imposta di soggiorno, mentre il beneficio non verrà esteso a tutte le categorie presenti per la manifestazione.


L’esenzione vale circa 30mila euro

La decisione è stata illustrata da Alessandro Sindoni, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Sanremo, durante il Tavolo del turismo riunito martedì 6 ottobre. La proposta riguarda gli artisti che prenderanno parte al Festival a partire dall’edizione 2027 e nasce dall’idea che la loro presenza sia legata a un’attività professionale, non a una vacanza.

«Sono lavoratori a tutti gli effetti», ha spiegato Sindoni, ricordando che la rassegna non potrebbe svolgersi senza il contributo di interpreti, musicisti e personale tecnico. Finora, nella settimana dell’evento, queste persone pagavano dai 3 ai 4 euro per ogni notte, con una cifra variabile in base alla categoria della struttura ricettiva.

Secondo le stime comunicate dall’assessore, la rinuncia all’incasso avrà un valore vicino ai 30mila euro. Per rendere operativa la misura, il Comune sta predisponendo un modulo di autocertificazione che dovrà essere compilato dalle case discografiche.


Rai e discografici al centro della scelta

L’orientamento è stato condiviso dai rappresentanti delle principali organizzazioni del settore riuniti al tavolo. Erano presenti Silvio Di Michele e Matteo Paracchini per Confcommercio Federalberghi, Marco Sarlo per Federturismo Confindustria e Maurizio Massimino per Confesercenti Asshotel.

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La deroga è stata considerata un segnale di attenzione verso una manifestazione che coinvolge lavoratori per periodi più lunghi della sola settimana televisiva. Personale Rai e operatori delle case discografiche, infatti, possono arrivare già all’inizio di gennaio e restare anche fino a due settimane dopo la conclusione, quando terminano le operazioni di smontaggio.

Di Michele ha sottolineato che, in precedenza, l’imposta veniva comunque richiesta per un massimo di 15 giorni. La nuova impostazione intende quindi riconoscere la particolare durata della permanenza legata alle attività del Festival.


Giornalisti e pubblicitari esclusi

L’agevolazione non sarà generalizzata a tutti coloro che raggiungono Sanremo per la kermesse. I giornalisti che non lavorano per la Rai e gli addetti alla pubblicità, pur presenti per motivi professionali, continueranno a essere considerati ospiti soggetti al tributo.

La distinzione divide dunque i beneficiari in due gruppi: da una parte le figure direttamente inserite nella produzione dello spettacolo, dall’altra gli altri professionisti arrivati in città per seguire o sostenere l’evento. Per questi ultimi, salvo nuove modifiche, resterà in vigore il pagamento dell’imposta di soggiorno.

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