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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Sánchez davanti al bivio: urne subito o una legislatura in salita

Il premier spagnolo deve decidere se convocare elezioni anticipate oppure restare al governo fino alla scadenza, nonostante una sconfitta che ne limita i margini d’azione.

La sconfitta ha aperto per Pedro Sánchez una scelta difficile, con entrambe le strade segnate da rischi politici. Il premier spagnolo dovrebbe valutare il da farsi lunedì, mentre la possibilità di tornare rapidamente alle urne si intreccia con le difficoltà di proseguire il mandato.


Il calcolo più duro per Sánchez

Secondo il politologo Pablo Simón, professore all’Università Carlos III di Madrid, Sánchez sa che elezioni anticipate potrebbero ridurre drasticamente le sue possibilità di restare alla guida del governo. La prospettiva del voto, quindi, non rappresenterebbe una soluzione priva di conseguenze.

«Sánchez sa che, andando ad elezioni, sarà molto improbabile che riuscirà a tornare a essere il presidente del Governo», ha spiegato Simón. Il premier dovrebbe dunque scegliere non tanto tra una vittoria e una sconfitta, quanto tra due modi diversi di affrontare una fase politica già complicata.

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Due strade, nessuna semplice

La prima opzione consiste nel convocare elezioni anticipate e trasformare la casa nel tema centrale della campagna elettorale. La seconda sarebbe invece arrivare alla fine della legislatura, mantenendo in piedi l’esecutivo nonostante il colpo subito.

Il problema, osserva Simón, è che la sconfitta renderebbe difficile governare con efficacia fino alla scadenza naturale. La decisione attesa lunedì dovrà quindi tenere insieme il rischio di perdere il governo attraverso il voto e quello di restare al potere con margini politici sempre più ridotti.

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