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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

San Pietroburgo, notte di droni: nel mirino il carburante per gli Usa

Decine di obiettivi sarebbero stati raggiunti dall’attacco ucraino, con incendi nei terminal petroliferi della città legata alle origini politiche di Putin.

San Pietroburgo è stata investita da un’ampia offensiva con droni ucraini, culminata in numerosi incendi e in una colonna di fumo visibile sulla città. Tra le strutture colpite figurano anche terminal petroliferi destinati al rifornimento di carburante per gli Stati Uniti: l’operazione assume così un significato che va oltre il danno materiale.

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Un attacco nel cuore di Putin

L’ondata di velivoli senza pilota ha raggiunto decine di obiettivi nell’area di San Pietroburgo. I roghi hanno illuminato la notte e oscurato il cielo, restituendo l’immagine di una città sottoposta a una pressione militare diretta.

La scelta del luogo ha inoltre un forte valore simbolico. San Pietroburgo è la città natale di Vladimir Putin e rappresenta uno dei punti centrali della sua storia personale e politica, oltre a essere il luogo in cui ha consolidato parte del proprio sistema di potere.

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Il nodo dei terminal petroliferi

Fra gli impianti interessati figurano le strutture per la movimentazione del carburante. Il loro coinvolgimento collega il raid anche ai flussi energetici diretti verso gli Stati Uniti, rendendo l’azione rilevante sul piano logistico oltre che militare.

L’attacco può quindi essere letto come un messaggio rivolto contemporaneamente a Putin e Donald Trump. Da una parte colpisce un’area legata al vertice del potere russo; dall’altra mette sotto i riflettori un’infrastruttura collegata alle forniture di carburante destinate agli Usa.

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