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Attualità 2 min di lettura14 ore fa

San Francesco, il bonus in busta paga: quanto vale per ogni contratto

Il 4 ottobre entrerà tra le festività nazionali: nel 2026 cadrà di domenica, con effetti diversi per chi riposa e per chi lavorerà.

La ricorrenza può aggiungere diverse decine di euro alla paga netta di ottobre. Le simulazioni elaborate da Giuseppe Buscema per la Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro mostrano importi differenti in base al livello e al contratto applicato: per un impiegato metalmeccanico di livello B1, ad esempio, l’incremento stimato è di 52,70 euro netti, mentre il costo complessivo per l’azienda raggiunge 124,33 euro.


Le cifre cambiano secondo il contratto

Nel settore metalmeccanico dell’industria, un operaio D2 riceverà 51,62 euro aggiuntivi al netto di contributi e imposte, con un esborso aziendale di 106,30 euro. Nell’artigianato, invece, la quota prevista per un operaio di quinto livello è pari a 41,62 euro netti, a fronte di un costo di 86,06 euro; per un impiegato di primo livello dello stesso comparto l’aumento sarà di 47,38 euro e la spesa datoriale di 111,66 euro.

Per il contratto del commercio, la simulazione indica 46,40 euro netti in più per un commesso di quarto livello, con un costo per il datore di lavoro di 94,44 euro. Un impiegato di secondo livello avrebbe invece un incremento di 49,62 euro, mentre l’onere complessivo per l’azienda sarebbe pari a 117,58 euro.


Gli effetti per studi e pubblici esercizi

Tra i lavoratori coperti dal contratto degli studi professionali, un addetto di livello 45 maturerebbe 43,09 euro netti aggiuntivi, con una spesa aziendale di 87,50 euro. Per un impiegato dello stesso contratto, le somme salirebbero rispettivamente a 47,31 euro e 112,38 euro.

Nel comparto dei pubblici esercizi, un operaio di sesto livello avrebbe 38,84 euro in più in busta paga, mentre il costo per il datore sarebbe di 78,33 euro. Per un impiegato di primo livello, la quota netta raggiungerebbe 46,78 euro e l’esborso aziendale 110,09 euro.

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Cosa accade il 4 ottobre 2026

La nuova disciplina ripristina il 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco, tra le festività nazionali. Anche se i singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro non hanno ancora aggiornato formalmente l’elenco delle ricorrenze, il diritto al riconoscimento economico resta valido.

Nel 2026 la data cade di domenica, circostanza che per la maggior parte dei dipendenti si tradurrà nel pagamento della festività non goduta. «Nel cedolino di ottobre spetterà quindi una quota giornaliera aggiuntiva oltre alla normale retribuzione», ha spiegato Buscema.

Chi sarà chiamato a lavorare quel giorno avrà invece diritto alla paga ordinaria, alla quota aggiuntiva legata alla festività coincidente con il riposo settimanale e alla remunerazione delle ore effettivamente svolte, maggiorata come previsto per il lavoro festivo. Restano inoltre applicabili le regole stabilite dalla legge e dai contratti collettivi nei casi di servizio prestato o di eventuale recupero concordato.

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