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Attualità 2 min di lettura54 min fa

Russia, HIV diffuso in 27 regioni: 1,2 milioni di infetti

Nel 2025 calano le nuove diagnosi, ma aumentano i contagi nelle strutture sanitarie e il totale delle persone positive

In Russia oltre 1,2 milioni di persone convivono con l’HIV e in 27 regioni il virus ha raggiunto una diffusione generalizzata. In queste aree più dell’1% delle donne incinte è risultato positivo, secondo il Centro nazionale di ricerca epidemiologica di Rospotrebnadzor.

Il dato arriva nonostante la diminuzione delle nuove diagnosi. Nel 2025 ne sono state registrate circa 45mila, il 13,4% in meno rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, però, ospedali e altre strutture sanitarie hanno rilevato il numero più alto degli ultimi 15 anni di infezioni da HIV ed epatite.

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I contagi nelle strutture sanitarie

Nel corso del 2025 sono stati individuati otto focolai in strutture sanitarie e di prevenzione. Le persone contagiate sono state 104, mentre le verifiche proseguite nel 2026 riguardano 11 focolai distribuiti in dieci entità federali. A Mosca sono stati segnalati 22 casi di epatite C.

Le infezioni più frequenti sono state quelle da epatite C e le forme associate a HIV ed epatiti. Tra le cause indicate figurano violazioni delle procedure igienico-sanitarie, compreso il riutilizzo su più pazienti di cateteri e glucometri destinati a un solo impiego.

Anche i controlli sui donatori presentano lacune. Sebbene il sangue venga sottoposto ai test previsti, la ricerca dell’RNA del virus non sarebbe ancora sufficientemente estesa. Aleksej Verter, consulente internazionale per l’HIV, ha collegato la presenza negli ospedali di persone non diagnosticate a una diffusione nascosta dell’infezione: «Il processo infettivo nel Paese procede in forma latente».


Il numero dei malati continua a crescere

La riduzione dell’incidenza non ha arrestato l’aumento del numero complessivo delle persone infette. In Russia i cittadini con una diagnosi confermata sono 1 milione e 232mila, pari allo 0,8% della popolazione.

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Negli ultimi anni i decessi associati all’HIV sono oscillati tra 30mila e 34mila ogni anno. Per ogni morte, secondo i dati citati, si verificano in media 1,5 nuove diagnosi. L’infezione è diventata inoltre la principale causa di morte tra i russi in età lavorativa.

L’età media delle persone con HIV è salita da 32 a 44 anni in un periodo di 15 anni. Il quadro indica quindi una presenza del virus non più limitata ai gruppi considerati maggiormente esposti, ma estesa a fasce più ampie della popolazione.


La spesa e le risorse disponibili

Nel 2025 i costi legati all’HIV hanno raggiunto una stima di 279 miliardi di rubli, pari a circa 3 miliardi di euro. La pressione sui bilanci sanitari si accompagna alla riduzione dei finanziamenti destinati alla sanità.

Lo spostamento di risorse verso la guerra ha contribuito, secondo i dati riportati, alla carenza di materiali sterili monouso negli ospedali. A pesare sui programmi di prevenzione è stata anche la partenza dalla Russia di numerosi donatori che li sostenevano.

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