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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Rottamazione quinquies, la scadenza si avvicina: cosa faranno i Caf

La procedura coinvolgerà multe, bollo auto, Imu e Tari, con una finestra per presentare le richieste che si aprirà il 16 ottobre e terminerà il 15 dicembre.

La procedura coinvolgerà multe, bollo auto, Imu e Tari, con una finestra per presentare le richieste che si aprirà il 16 ottobre e terminerà il 15 dicembre. In vista di queste scadenze, anche i Caf si preparano a sostenere i cittadini nella gestione delle domande relative alla rottamazione quinquies delle entrate locali.


Una rete preparata sulla nuova procedura

La Consulta nazionale dei Caf ha mobilitato tutti i 42 centri associati, avviando insieme all’Agenzia delle entrate-Riscossione un programma specifico di preparazione. L’obiettivo è offrire un servizio omogeneo sul territorio e rendere più semplice l’accesso alla misura anche per chi ha difficoltà nel gestire autonomamente gli adempimenti.

Il percorso ha previsto quattro incontri dedicati, ai quali hanno partecipato 112 operatori. Questi ultimi avranno il compito di trasferire le competenze acquisite al personale delle sedi presenti nelle aree interessate dalla rottamazione delle pendenze locali.


Dai debiti alla prima rata

Nel periodo utile per l’invio delle istanze, i contribuenti potranno rivolgersi agli sportelli dei Caf per ricostruire la propria situazione debitoria e capire quali somme rientrano nella definizione agevolata. Gli operatori forniranno inoltre supporto nella determinazione degli importi e nella compilazione della richiesta.

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L’assistenza non si limiterà alla presentazione della domanda. I centri potranno accompagnare gli interessati anche nelle fasi successive del piano di pagamento, la cui prima rata dovrà essere versata entro il 31 marzo 2027.

Grazie alla formazione svolta, il personale sarà in grado di utilizzare i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate-Riscossione per le operazioni legate alla rottamazione quinquies. Secondo Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta, il coinvolgimento dei Caf punta a evitare che le persone in maggiore difficoltà perdano un’opportunità prevista dalla legge.

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