363notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 5 min di lettura1 ora fa

Riparare conviene: la tecnologia cambia regole, costi e durata

Dagli indici francesi alle norme europee, la manutenzione dei dispositivi diventa una leva ambientale ed economica contro la crescita dei rifiuti elettronici.

Negli Stati Uniti la possibilità di aggiustare un dispositivo non è regolata da una legge nazionale unica. Il quadro varia da Stato a Stato: New York ha approvato il Digital Fair Repair Act, mentre California, Minnesota e Oregon hanno adottato disposizioni proprie. In Oregon le norme affrontano anche l’associazione digitale tra un pezzo di ricambio e il singolo apparecchio, pratica che può ostacolare l’impiego di componenti compatibili.

La Francia ha scelto invece di informare il consumatore già prima dell’acquisto. Per diverse categorie merceologiche, accanto al prezzo deve comparire un punteggio da zero a dieci che valuta quanto sia semplice intervenire sul prodotto, considerando manuali, smontaggio, reperibilità e costo dei pezzi di ricambio.

Offerta del giorno17 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 2 giorni
*******


La riparazione torna al centro

La decima edizione dell’International Repair Day, prevista sabato 17 ottobre, riporta l’attenzione sulla durata degli oggetti tecnologici e sulla possibilità di riutilizzarli. Nel 2025 la manifestazione aveva raccolto più di 3.500 appuntamenti in 50 Paesi; per il 2026 il tema “Riparare ci unisce” sottolinea anche la dimensione collettiva della condivisione delle competenze.

La questione, tuttavia, non riguarda soltanto laboratori e attrezzi. Manutenzione, disponibilità dei ricambi, costi di sostituzione e recupero dei materiali sono diventati elementi di una discussione che coinvolge ambiente, industria, consumi e legislazione. Anche l’indice francese si sta trasformando in uno strumento più ampio, orientato a misurare la durabilità, l’affidabilità e la probabile vita utile degli apparecchi.


Rifiuti elettronici in forte crescita

La quantità di apparecchiature vendute continua a crescere più rapidamente della raccolta a fine vita. Secondo il rapporto Global E-waste Monitor di ITU e UNITAR, nel 2022 sono state prodotte nel mondo 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, ma soltanto il 22,3% risulta documentato come raccolto e riciclato correttamente.

Senza un’inversione di tendenza, il volume potrebbe raggiungere 82 milioni di tonnellate nel 2030. Tra i fattori indicati figurano la durata sempre più breve dei prodotti e le difficoltà tecniche o economiche che ancora limitano gli interventi di riparazione.


L’Europa rende il diritto concreto

Dal 31 luglio 2026 le nuove regole europee sul diritto alla riparazione sono entrate nella fase di applicazione. Per i beni che possono essere riparati secondo i criteri comunitari, l’acquirente può chiedere al produttore un intervento senza costi oppure a un prezzo proporzionato, entro tempi ragionevoli.

Chi opta per la riparazione invece della sostituzione durante il periodo di responsabilità legale ottiene almeno dodici mesi aggiuntivi di garanzia. Le disposizioni mirano inoltre a rendere più semplici da trovare i servizi di assistenza e i ricambi a prezzi accessibili; nel 2027 dovrebbe arrivare una piattaforma europea per mettere in contatto utenti e riparatori.

I dati Eurostat del 14 ottobre mostrano la distanza tra immissione sul mercato e recupero. Nel 2024 ogni abitante dell’Unione europea ha ricevuto in media 32,4 chilogrammi di apparecchiature elettriche ed elettroniche, mentre la raccolta dei rifiuti corrispondenti si è fermata a 12,3 chilogrammi pro capite. Rispetto al 2015, la quantità di apparecchiature vendute è cresciuta del 79%.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Un mercato da 176,5 miliardi

Le stime della Commissione europea attribuiscono alle nuove misure possibili risparmi per i consumatori pari a 176,5 miliardi di euro nell’arco di quindici anni, cioè circa 25 euro all’anno per persona. La valutazione prevede inoltre 4,8 miliardi di euro tra crescita e investimenti e un saldo positivo di circa 8.900 posti di lavoro. Si tratta di previsioni sugli effetti attesi, non di risultati già conseguiti.

La manutenzione può spostare una parte della spesa dall’acquisto anticipato di un nuovo apparecchio verso diagnosi, ricambi, trasporto, laboratori, ricondizionamento e mercato dell’usato. In questo scenario, la diminuzione delle vendite di alcuni prodotti nuovi potrebbe accompagnarsi all’espansione delle attività legate alla riparazione e al riutilizzo.

Anche i materiali contenuti nei dispositivi hanno un valore significativo. Nei rifiuti elettronici generati nel 2022 erano presenti metalli stimati in circa 91 miliardi di dollari: 19 miliardi riconducibili al rame, 15 all’oro e 16 al ferro. I sistemi di riciclo tracciati hanno recuperato materie prime secondarie per un valore vicino ai 28 miliardi di dollari.


Acer punta sulla rete post-vendita

Un esempio della trasformazione del settore arriva da Enfinitec, società del gruppo Acer dedicata ai servizi dopo l’acquisto. Secondo i dati aziendali, la struttura gestisce nell’area EMEA più di 1,8 milioni di riparazioni ogni mese grazie a sette centri specializzati e a oltre 100 partner.

La rete si estende tra Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Repubblica Ceca, con circa 50.000 metri quadrati di strutture. Dieci centri internazionali di assistenza operano in 28 Paesi e supportano gli utenti in 22 lingue tramite telefono, posta elettronica, conversazioni in rete e servizi informatici a distanza.

Le attività comprendono riparazioni, approvvigionamento dei componenti, trasporto, recupero e ricondizionamento di prodotti Acer e di altri marchi. Sono inclusi anche apparecchi domestici e mezzi per la mobilità, come monopattini e biciclette elettriche. Nell’hub logistico di Wrocław, in Polonia, vengono concentrati i ricambi: la disponibilità del componente giusto, nei tempi necessari, può determinare la scelta tra aggiustare un prodotto o sostituirlo. Acer indica per la propria rete una durata media degli interventi inferiore a cinque giorni.

Il vicepresidente responsabile di PBU e assistenza di Acer EMEA, Massimiliano Rossi, ha riassunto così la strategia: «Prolungare la vita utile dei prodotti tecnologici è un elemento importante di un modello di consumo più sostenibile». Secondo Rossi, rendere gli apparecchi aggiornabili e riparabili, assicurare i ricambi e sviluppare il ricondizionamento consente di limitare gli sprechi e di utilizzare più a lungo le risorse già impiegate nella produzione.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere