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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Rinascimento, la lezione che ancora difende l’Italia dall’ignoranza

Nel racconto di Aldo Cazzullo, l’epoca umanistica diventa l’origine di una coscienza italiana e una risposta attuale al culto dell’ignoranza.

Nel percorso delineato da Aldo Cazzullo, il Rinascimento non appartiene soltanto ai libri di storia: rappresenta il momento in cui prende forma una prima consapevolezza dell’Italia. L’umanesimo, con la sua fiducia nella cultura, offre così una chiave per comprendere anche il presente.


L’Italia nasce anche dalla cultura

Prima ancora di diventare un’idea politica compiuta, l’Italia si riconosce attraverso un patrimonio intellettuale condiviso. Cazzullo individua nell’età rinascimentale una delle radici originarie di questa identità, costruita attorno al valore dello studio e della conoscenza.

Quella stagione viene quindi letta non solo come un periodo di straordinaria creatività, ma come una fase decisiva per il modo in cui il Paese ha iniziato a pensarsi. Il riferimento all’umanesimo indica una visione nella quale la formazione occupa un posto centrale.

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Gli anticorpi contro l’ignoranza

Secondo il racconto proposto da Cazzullo, proprio in quel periodo si sarebbero sviluppate difese culturali ancora riconoscibili. Sono gli “anticorpi” che consentono di reagire alla celebrazione dell’ignoranza, oggi riproposta come atteggiamento o valore.

Il confronto con il presente è dunque parte integrante della riflessione: la lezione del Rinascimento non viene confinata al passato, ma è presentata come una risorsa ancora necessaria. La cultura diventa così uno strumento per contrastare l’idea che non sapere possa essere motivo di orgoglio.

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