Ricorsi contro la legge elettorale, udienza a Trento il 16 dicembre
La mobilitazione coinvolge 25 tribunali e 300 ricorrenti, tra cui Romano Prodi: possibile il passaggio alla Consulta
È stata fissata per il 16 dicembre al tribunale di Trento la prima udienza sui ricorsi contro la legge elettorale.
Anna Falcone, componente del gruppo di giuristi che ha preparato le iniziative giudiziarie, ha definito l’azione come una richiesta di piena applicazione della Costituzione e di trasparenza sulla scelta dei candidati: «Questa è una battaglia che chiede l’attuazione della Costituzione e ribadisce che abbiamo diritto di sapere chi stiamo votando».
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I promotori dei ricorsi
L’iniziativa è sostenuta dalla Rete per un voto libero e uguale, che riunisce 30 associazioni contrarie alla riforma. A coordinare il lavoro legale sono Roberto Zaccaria ed Enrico Grosso, avvocato e professore di diritto costituzionale.
Tra le circa 300 persone che hanno firmato gli atti figurano Romano Prodi, ex parlamentari ed ex ministri, oltre a esponenti di Anpi e Cgil e avvocati appartenenti a diversi schieramenti politici. Grosso ha chiarito che le contestazioni depositate non comprendono ogni critica emersa nel dibattito pubblico, ma riguardano questioni tecniche e costituzionali già affrontate in precedenti pronunce.
La prima udienza a Trento
L’appuntamento del 16 dicembre potrebbe rappresentare il primo passaggio verso la Corte costituzionale. Il tribunale, infatti, potrebbe valutare l’invio degli atti alla Consulta, chiamata poi a esaminare nel merito i dubbi sollevati sulla legge, indicata dai promotori anche con i nomi di Melonellum e Stabilicum.
Secondo le informazioni diffuse durante la conferenza stampa organizzata il 26 ottobre al Senato, altri tribunali potrebbero pronunciarsi già entro il 26 dicembre. L’obiettivo dei giuristi è ottenere rapidamente la fissazione delle udienze e trasmettere gli atti alla Corte tra gennaio e febbraio.
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Le sedi coinvolte
Nella stessa giornata sono stati presentati ricorsi in 25 tribunali, individuati tra le sedi delle corti d’appello competenti per i collegi che verificano le liste e seguono le fasi del procedimento elettorale fino alla certificazione dei voti.
La scelta di distribuire le iniziative in più sedi punta ad aumentare la possibilità che almeno un giudice accolga le contestazioni e chieda l’intervento della Corte costituzionale. Zaccaria ha riferito che il lavoro dei giuristi è partito il 12 ottobre e ha portato alla presentazione coordinata degli atti.
I tempi attesi
Durante l’incontro non sono state indicate scadenze vincolanti per le decisioni. Zaccaria ha però spiegato che, dopo l’eventuale trasmissione degli atti, la valutazione passerà alla Consulta, sui cui tempi i promotori non intendono esercitare pressioni.
Una pronuncia della Corte costituzionale potrebbe arrivare entro la primavera. Zaccaria ha inoltre definito la legge «grave e pericolosa», mentre la decisione finale spetterà ai tribunali investiti dei ricorsi e, nel caso di rinvio, ai giudici costituzionali.
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