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Attualità 2 min di lettura44 min fa

Regno Unito, ritorno nell’Ue senza sconti: la sfida del nuovo corso

Sandro Gozi guarda al vertice di novembre come all’occasione per ridisegnare i rapporti tra Londra e Bruxelles, senza escludere un futuro rientro britannico nell’Unione.

Il possibile riavvicinamento tra Londra e Bruxelles passa da una condizione precisa: se il Regno Unito valutasse davvero il rientro nell’Unione europea, dovrebbe accettare regole diverse da quelle ottenute in passato. A partire dalla rinuncia allo sconto sul contributo al bilancio comunitario, il cosiddetto rebate, conquistato da Margaret Thatcher.

Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe eletto in Francia e presidente della delegazione europea nell’assemblea parlamentare di partenariato Ue-Regno Unito, considera le recenti aperture del primo ministro britannico Andy Burnham un’occasione per superare l’impostazione seguita finora dal Labour. Il passaggio decisivo sarà il vertice bilaterale previsto a novembre.


Il vertice dovrà chiarire la rotta

Secondo Gozi, il confronto tra Burnham e Ursula von der Leyen dovrebbe servire a trasformare le dichiarazioni politiche in un progetto concreto. Il nuovo rapporto potrebbe essere costruito già prima del 2029, oppure restare una prospettiva da sviluppare dopo le prossime elezioni: tempi e contenuti, però, non sono ancora definiti.

«Le linee rosse sono ormai morte e sepolte e credo anche che dobbiamo osare», ha affermato Gozi, giudicando superati i vincoli fissati dall’ex premier Keir Starmer. A suo avviso, l’evoluzione geopolitica, la situazione economica e i cambiamenti intervenuti nel mondo rendono necessario un salto di qualità nelle relazioni tra le due sponde della Manica.

Nello stesso mese si riunirà a Londra, a Westminster, anche l’assemblea parlamentare di partenariato. Per Gozi, i rappresentanti politici dovranno sostenere con decisione l’avvio di una nuova fase, sfruttando il potenziale della collaborazione già esistente tra i 27 Stati membri e l’ex Paese aderente.

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Il rientro avrebbe regole diverse

L’ipotesi di un ritorno del Regno Unito nell’Ue resta la prospettiva più ambiziosa. Il referendum del marzo 2016 sancì la Brexit, mentre i sondaggi più recenti segnalano un cambiamento nell’opinione pubblica britannica. Gozi ritiene tuttavia che ogni eventuale passo debba partire da Londra: «Sono loro a dover convincerci della loro serietà e della loro determinazione».

L’eurodeputato sostiene che un nuovo negoziato sarebbe inevitabile e che il Regno Unito non potrebbe recuperare lo status particolare abbandonato con l’uscita dall’Unione. La stessa regola varrebbe per il vantaggio finanziario ottenuto a suo tempo da Thatcher con la richiesta «Voglio indietro i miei soldi»: in caso di rientro, ha risposto Gozi, quello sconto non sarebbe più disponibile.


Un’alleanza oltre il commercio

La prospettiva indicata da Gozi non riguarda soltanto gli scambi economici. L’obiettivo potrebbe essere una collaborazione più ampia nei settori della diplomazia, della sicurezza e dell’economia, coinvolgendo anche partner considerati vicini all’Ue per sensibilità e interessi, come Canada e Norvegia.

«Quello che succede in Europa e nel mondo spinge per una nuova relazione tra Ue e Regno Unito», ha osservato Gozi, senza escludere il pieno ritorno britannico nell’Unione. A suo giudizio, un esito simile rappresenterebbe una pesante battuta d’arresto per le forze sovraniste e nazionaliste che avevano salutato con favore la Brexit nel 2016.

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