Ravagnani, ex sacerdote: «Attacco scorretto» dopo BellaMa’
L’ex sacerdote ha raccontato il disagio dopo l’intervista a BellaMa’ e il sostegno ricevuto da Milly Carlucci.
Nel frattempo, la vicenda ha aperto un fronte anche ai vertici Rai: la consigliera Federica Frangi ha giudicato le polemiche «francamente sproporzionate». Di parere opposto Alessandro Di Majo, Roberto Natale e Davide Di Pietro, secondo cui le modalità usate da Diaco hanno rischiato di assumere «i contorni dell’aggressione».
Alberto Ravagnani ha raccontato il disagio provato durante l’intervista con Pierluigi Diaco a BellaMa’. L’ex sacerdote, oggi concorrente di Ballando con le stelle, ha definito quell’episodio «un attacco violento e scorretto».
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Il ballo come percorso personale
L’esperienza su Rai 1 rappresenta per Ravagnani un’occasione per esplorare aspetti di sé rimasti a lungo in secondo piano. Il concorrente, affiancato dalla maestra Erica Martinelli, la considera un modo per misurarsi con il corpo, le emozioni e relazioni diverse da quelle vissute durante il sacerdozio.
L’ingresso nel programma è arrivato dopo uno spettacolo teatrale e un viaggio all’estero. Secondo Ravagnani, non si tratta soltanto di un’opportunità professionale o economica, ma di una tappa nel percorso con cui sta cercando di capire meglio la propria identità.
La vicinanza di Milly Carlucci
A colpirlo positivamente è stata la solidarietà ricevuta da Milly Carlucci e dall’intera squadra di Ballando con le stelle. La conduttrice e gli autori avevano definito inaccettabile quanto accaduto, prendendo le sue difese il 4 novembre.
Ravagnani ha spiegato di aver apprezzato quel sostegno perché gli ha permesso di non sentirsi isolato nel momento della polemica. Pur dicendosi ancora scosso dal clamore seguito all’intervista, non vuole prolungare lo scontro e preferisce concentrarsi sulle prossime puntate.
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Le domande durante BellaMa’
Il confronto con Diaco si era svolto il 3 novembre. Nel corso della conversazione, il conduttore aveva chiesto a Ravagnani se fosse attratto dagli uomini o dalle donne e se avesse avuto rapporti sessuali dopo aver lasciato il ministero.
L’ex sacerdote aveva mostrato il proprio disagio, ma le domande erano proseguite. Diaco aveva sostenuto che chi sceglie di rendere pubblica la propria storia debba accettare anche interrogativi riguardanti la sfera più privata.
La vita dopo il sacerdozio
Ravagnani ha parlato anche delle difficoltà incontrate dopo l’addio al ministero. A suo avviso, molte persone continuano a leggerne le scelte attraverso il ruolo ricoperto in passato, rendendo più lento il processo di comprensione del cambiamento.
L’ex sacerdote non rinnega la propria storia nella Chiesa, ma rivendica il diritto di vivere con un’identità e responsabilità differenti. Ha riconosciuto di avvertire tensione quando viene giudicato per i comportamenti adottati oggi, considerandola parte del percorso di crescita personale.
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