Ramponi, negato l'esame psichiatrico: processo il 18 novembre
La Corte d’Assise di Verona ha fissato l’esame dei primi testimoni per il 18 novembre
Franco e Dino Ramponi non saranno sottoposti, per ora, ad accertamento psichiatrico. I due, accusati insieme alla sorella Maria Luisa per l’esplosione del casolare di Castel D’Azzano, compariranno davanti ai giudici il 18 novembre, quando inizierà l’esame dei testimoni.
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La decisione sui due fratelli
La richiesta della difesa è stata respinta durante l’udienza preliminare gestita dalla gup Beatrice Marini. Secondo il provvedimento, gli elementi disponibili non consentono al momento di stabilire se Franco e Dino fossero capaci di intendere e di volere il 14 ottobre 2025, giorno in cui morirono tre carabinieri nell’esplosione dell’edificio di proprietà della famiglia.
La stessa documentazione non permette, per ora, di verificare neppure la loro capacità di seguire consapevolmente il procedimento. Il presidente Raffaele Ferraro ha spiegato che «in questa fase preliminare, prima dell’accertamento dei fatti e dell’assunzione delle testimonianze e delle consulenze, non vi siano elementi sufficienti» per ordinare l’esame.
La possibilità non è stata però esclusa in modo definitivo. Durante il dibattimento, dopo l’acquisizione delle prove, i giudici potranno valutare nuovamente se disporre una perizia.
Le ragioni della richiesta
Il legale Guido Beghini aveva sollecitato l’accertamento per Franco, richiamando una valutazione già avviata dal medico Pietro Lucarini. Nella relazione dello psichiatra venivano indicati «tratti personologici che meriterebbero un approfondimento per comprendere se Ramponi sia in grado o meno di partecipare coscientemente a questo giudizio».
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La difesa aveva poi esteso l’istanza anche a Dino, nonostante una precedente richiesta analoga per Maria Luisa fosse già stata respinta. La Corte ha comunque ritenuto prematuro procedere prima di ascoltare testimoni e consulenti.
I primi testimoni in aula
Il dibattimento prenderà il via il 18 novembre davanti all’assise veronese. Tra le persone chiamate a deporre figura Vincenzo Spataro, che guidava la compagnia di Villafranca e che è coinvolto in un procedimento disciplinare promosso dalla procura generale di Venezia.
L’inchiesta interna riguarda eventuali errori nella preparazione dell’intervento nell’abitazione dei Ramponi. Saranno ascoltati anche Antonio Sframeli, con il grado di tenente colonnello, e Claudio Papagno, colonnello e responsabile provinciale dell’Arma a Verona.
Un’ulteriore udienza è stata programmata per il 13 gennaio 2027.
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