Putin rassicura l’Europa e guarda a Shenzhen: cosa ha detto
Il presidente russo esclude piani militari contro i Paesi europei e lascia aperta la partecipazione al vertice Apec del 18 e 19 novembre.
La presenza di Vladimir Putin al vertice Apec di Shenzhen, in Cina, non è ancora certa. Il presidente russo ha spiegato che la scelta dipenderà dall’evoluzione interna alla Federazione Russa, pur dichiarandosi orientato a prendere parte all’appuntamento del 18 e 19 novembre.
Shenzhen resta una decisione aperta
Putin ha chiarito che, prima di confermare la trasferta, valuterà il quadro nazionale. La partecipazione al forum di Cooperazione Economica Asia-Pacifico, dunque, rimane possibile ma non formalizzata.
Nello stesso intervento il leader del Cremlino ha affrontato anche i rapporti tra Washington e Pechino. Sui colloqui tra Donald Trump e Xi Jinping, ha detto: «Accogliamo con favore i negoziati tra gli Stati Uniti e la Cina», sottolineando che gli eventuali accordi potrebbero produrre conseguenze sull’economia mondiale, compresa quella russa.
I rapporti con l’Europa
Le rassicurazioni sull’assenza di piani militari contro l’Europa sono arrivate durante un incontro con i giornalisti organizzato a margine del Forum internazionale della Cultura di San Pietroburgo. Putin ha respinto come provocazioni le ipotesi secondo cui Mosca starebbe valutando attacchi contro Paesi europei.
Il presidente russo ha sostenuto che in diversi Stati del continente si parla della necessità di prepararsi a una possibile guerra con la Russia. «Non ci stiamo preparando ad alcuna azione militare contro l’Europa. Non abbiamo piani di questo tipo e, soprattutto, non abbiamo alcun motivo per farlo», ha affermato.
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Le sue parole sono state pronunciate il giorno dopo un articolo di El Mundo, nel quale veniva riferito un presunto allarme della Cia relativo a possibili operazioni russe con droni in Spagna, Francia e Italia. Le ricostruzioni erano state negate dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto e dal presidente francese Emmanuel Macron.
Kiev e il futuro dei negoziati
Sul conflitto in Ucraina, Putin ha riferito che Mosca era disponibile a riaprire il confronto diplomatico dopo le elezioni della Duma. Secondo la sua ricostruzione, però, un attacco di vasta portata lanciato da Kiev contro Mosca durante il voto ha modificato il quadro.
Il Cremlino, ha aggiunto, esaminerà con attenzione le prossime mosse. La possibilità di una riconciliazione e quella di riattivare i negoziati restano comunque considerate, anche se ogni eventuale decisione sarà presa in funzione degli interessi della Russia.
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