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Attualità 2 min di lettura9 ore fa

Pugilato, Imane Khelif debutta tra i professionisti a Parigi

La campionessa olimpica algerina sfiderà Clarida Sarabia il 15 dicembre nella categoria superwelter

Imane Khelif debutterà nel pugilato professionistico il 15 dicembre a Parigi. La campionessa olimpica algerina affronterà l’olandese Clarida Sarabia nella categoria superwelter.

Khelif ha ottenuto una licenza dalla Federazione francese, che le consentirà di tornare sul ring dopo mesi lontano dalle competizioni. La pugile ha spiegato di avere scelto il professionismo dopo aver preso le distanze dalle polemiche esplose durante i Giochi di Parigi 2024.

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La decisione dopo le polemiche

Durante una conferenza stampa, Khelif ha collegato gli attacchi ricevuti a una campagna politica internazionale: «Per quanto riguarda ciò che è successo ai Giochi Olimpici, si è trattato di una polemica a livello mondiale: io sono stata, innanzitutto, vittima di un’agenda politica».

L’algerina ha aggiunto di avere avuto bisogno di tempo per recuperare serenità e di avere poi deciso di proseguire la carriera sul ring. Il ritorno avverrà nella stessa città che aveva ospitato il torneo olimpico.

La partecipazione di Khelif alle Olimpiadi era stata accompagnata da contestazioni legate alla sua intersessualità e all’iperandrogenismo, una condizione associata a una produzione elevata di testosterone. La pugile è stata inoltre definita impropriamente “trans” da diversi esponenti politici e commentatori.


Il caso nato ai Giochi

La controversia è esplosa nell’ottavo di finale contro l’italiana Angela Carini. L’incontro è terminato dopo 47 secondi, quando Carini ha abbandonato il match; nei giorni precedenti, esponenti della destra italiana avevano sostenuto che la presenza di Khelif potesse creare rischi per l’azzurra.

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Le critiche sono state rilanciate anche dalla premier Giorgia Meloni, dal presidente del Senato Ignazio La Russa e, successivamente, dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’accusa secondo cui Khelif fosse un uomo impegnato a combattere contro altre donne ha continuato a circolare anche dopo la conclusione dei Giochi.


I controlli e le esclusioni

Un precedente risaliva ai Mondiali di Eindhoven 2023, quando la Federazione internazionale della boxe aveva escluso Khelif sulla base di test contestati e di parametri modificati durante la procedura. Il Comitato olimpico internazionale, invece, non ha comunicato irregolarità relative ai requisiti dell’atleta.

L’organizzazione guidata dal russo Umar Kremlev ha escluso nuovamente la pugile dai Mondiali 2025. Khelif ha detto di voler archiviare quella fase e concentrarsi sul nuovo percorso: «Il ring e la boxe mi sono mancati davvero molto».

La campionessa olimpica ha infine rivendicato il risultato ottenuto a Parigi e la scelta di affrontare il professionismo: «Sono una campionessa olimpica, con una splendida medaglia d’oro al collo, ed è arrivato il momento di passare al professionismo».

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