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Attualità 1 min di lettura15 ott

Pskov, l’accusa di Mosca: svedese fermato per possibili attacchi militari

L’arresto è avvenuto vicino alla frontiera con la Lettonia: secondo i servizi russi, l’uomo avrebbe varcato illegalmente il confine per compiere sabotaggi.

Un cittadino svedese è stato fermato in Russia con l’accusa di essere entrato illegalmente nel Paese per organizzare attentati contro strutture militari. L’operazione è avvenuta nella regione di Pskov, area nord-occidentale situata a breve distanza dal confine con la Lettonia.

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L’accusa riguarda siti militari

A rendere noto il fermo sono stati i servizi di sicurezza russi. Stando alla loro ricostruzione, l’uomo sarebbe arrivato in territorio russo con l’obiettivo di compiere attacchi e azioni di sabotaggio contro installazioni legate alla difesa.

La stessa fonte ha riferito che il cittadino svedese “si recava in Russia al fine di commettere attentati e atti di sabotaggio contro siti militari”. L’accusa è stata diffusa dall’agenzia di stampa statale Tass, che ha riportato le informazioni fornite dagli apparati di sicurezza.

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Fermato vicino alla frontiera

Il luogo dell’arresto è la regione di Pskov, nel nord-ovest della Federazione Russa. La zona si trova non lontano dalla linea di confine con la Lettonia, elemento che viene indicato dalle autorità nel descrivere la presunta entrata irregolare nel Paese.

Non sono stati comunicati né il nome né l’età del fermato. Al momento, le informazioni disponibili si limitano all’identità nazionale dell’uomo, al suo arresto e alle accuse formulate dai servizi di sicurezza russi.

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