Programma progressista, al via il confronto tra le opposizioni
Le proposte di quattro docenti spaziano da lavoro e welfare a clima, fisco, ricerca, difesa ed Europa.
Le forze progressiste avvieranno dalla prossima settimana il confronto per definire entro novembre il programma comune della coalizione. Ai tavoli parteciperanno i partiti di opposizione presenti in Parlamento che condividono l’obiettivo di proporre un’alternativa alla destra.
Il documento è stato elaborato da Giovanni Dosi, professore emerito della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Tomaso Montanari dell’Università per Stranieri di Siena, Francesco Pallante dell’Università di Torino e Andrea Roventini della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
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Le proposte per l’Europa
Tra gli obiettivi indicati figura la costruzione di un cloud europeo, insieme a una rete satellitare continentale a bassa quota. Il programma richiama inoltre il ruolo del CERN per i vaccini e per lo sviluppo dell’innovazione farmaceutica.
Sul piano internazionale, i docenti chiedono di mantenere la spesa militare sotto il 2% del Pil e di respingere ulteriori aumenti degli stanziamenti per la difesa. Il testo propone anche sanzioni severe contro gli Stati accusati di praticare pulizia etnica e genocidio, includendo Israele tra i destinatari delle misure.
Le modifiche alla Costituzione
Il progetto prevede di portare ai tre quinti dei componenti la soglia richiesta per modificare la Costituzione. La stessa maggioranza dovrebbe essere necessaria per eleggere il Presidente della Repubblica, i giudici della Corte costituzionale e i componenti laici del Csm; per quest’ultimo organo, il quorum dovrebbe entrare direttamente nella Carta.
Tra gli altri interventi figurano un limite alle concentrazioni proprietarie nel settore dell’informazione, da inserire nell’articolo 21, e la cancellazione del comma 3 dell’articolo 116. Quest’ultima disposizione consente oggi di attribuire forme di autonomia regionale differenziata.
Lavoro e libertà civili
Sul versante occupazionale, il documento indica l’introduzione di un salario minimo e il riconoscimento generale dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Viene chiesto anche l’adeguamento automatico dei contratti scaduti al costo della vita, con piena responsabilità delle imprese appaltanti per retribuzioni, norme e sicurezza dei lavoratori impiegati nei subappalti.
Le proposte comprendono vincoli più severi per il lavoro interinale e a termine, la trasformazione delle false partite Iva in rapporti subordinati e una disciplina dei licenziamenti. Sono inoltre previsti un aumento delle pene per il caporalato, la rimozione dei vantaggi riservati alle cooperative non autentiche e l’intervento diretto dello Stato nelle crisi aziendali legate esclusivamente alla ricerca di profitti internazionali.
Per i diritti civili, il programma propone l’abrogazione dei decreti sicurezza adottati durante i governi Minniti, Salvini-Conte e Meloni, nella parte relativa alla repressione penale del disagio sociale e del dissenso politico. Si chiede anche di eliminare la revoca della cittadinanza per chi l’ha ottenuta dopo la nascita, rimuovere i limiti ai soccorsi in mare e cancellare le misure che permettono di privare della libertà persone non accusate di reati, come gli stranieri irregolari trattenuti nei Cpr.
Sanità, casa e istruzione
La spesa sanitaria dovrebbe aumentare in rapporto al Pil fino a raggiungere i livelli dei principali Paesi europei. Il piano indica più medici e infermieri nel servizio pubblico, con retribuzioni maggiori e il superamento del precariato stabile; le Regioni dovrebbero essere sottoposte a controlli stringenti sull’uso delle risorse, fino a interventi coercitivi quando necessari.
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Per l’abitare si propone un piano pubblico con blocco degli affitti, moratoria degli sfratti e aumento dell’Imu sugli alloggi vuoti. Anche l’istruzione dovrebbe ricevere risorse comparabili a quelle dei maggiori Stati europei, attraverso investimenti nelle scuole pubbliche, negli alloggi universitari, nelle mense e nei trasporti per gli studenti.
Il documento chiede di superare il precariato nella scuola e nella ricerca, migliorare le retribuzioni per limitare l’esodo dei giovani e ampliare in modo consistente la rete degli asili nido pubblici. Gli istituti scolastici dovrebbero tornare a svolgere una funzione scientifica, culturale e civile, mentre maggiori fondi all’università dovrebbero sostenere ricerca e innovazione. Prevista anche un’Agenzia indipendente per finanziare i progetti scientifici.
Clima e politica industriale
Sul clima, le indicazioni riguardano lo sviluppo dell’eolico e del solare con sistemi di accumulo, oltre alla progressiva elettrificazione dell’economia. Per i comparti più difficili da decarbonizzare viene ipotizzato il ricorso a politiche industriali dedicate, compreso l’idrogeno verde per la siderurgia.
Il piano include misure di adattamento agli eventi estremi, interventi contro il dissesto idrogeologico, il contenimento del consumo di suolo e il potenziamento della rete idrica. Sono previsti anche la pulizia degli invasi e la bonifica dei terreni contaminati da sostanze tossiche.
Le politiche industriali dovrebbero concentrarsi su missioni pubbliche dedicate a cambiamento climatico, salute, cloud, intelligenza artificiale e rigenerazione urbana. Gli eventuali sussidi alle imprese sarebbero vincolati a precise condizioni, mentre grandi aziende pubbliche e Cassa Depositi e Prestiti dovrebbero assumere una funzione strategica.
Tra gli strumenti indicati compaiono accordi tra pubblico e privato, partecipazioni statali nelle imprese considerate strategiche e la nascita di nuove aziende pubbliche. Il documento propone infine di destinare contributi sociali e trattamento di fine rapporto a un fondo pubblico per investimenti in Italia.
Fisco e redistribuzione
La riforma tributaria dovrebbe rendere più progressiva l’Irpef e ampliare la base imponibile, eliminando il regime forfettario e i trattamenti specifici riservati ai redditi finanziari e da locazione. Parallelamente, la quota esente dovrebbe crescere e le aliquote potrebbero essere rese continue, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il carico fiscale sulla maggioranza dei cittadini.
Il programma indica una riduzione di detrazioni e bonus, un incremento delle imposte di successione fino ai livelli europei e l’introduzione di un prelievo patrimoniale sui multimilionari. Sono inoltre previsti la revisione del catasto, un aumento delle tasse sui profitti societari e la riduzione dei sussidi alle imprese.
Per contrastare l’evasione vengono proposti l’incrocio delle banche dati e l’impiego dell’intelligenza artificiale. Il pacchetto comprende anche limiti all’uso del contante, oltre alla rinuncia a nuovi condoni e a ulteriori forme di concordato preventivo.
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