Prestiti in crescita, ma i crediti deteriorati risalgono: i numeri ABI
A settembre il credito bancario accelera e i depositi aumentano, mentre il costo dei nuovi mutui sale al 3,61% e peggiora la qualità dei finanziamenti alle imprese.
La dinamica del credito resta positiva, ma il quadro presenta anche un segnale da monitorare: ad agosto i crediti deteriorati netti hanno raggiunto 28,2 miliardi di euro, contro i circa 26 miliardi rilevati a maggio. È quanto emerge dal bollettino mensile dell’ABI, che fotografa anche l’andamento dei prestiti, dei tassi e della raccolta bancaria.
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Il credito continua a espandersi
A settembre 2026 il volume complessivo dei finanziamenti destinati a famiglie e imprese è aumentato del 3,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il ritmo risulta più sostenuto rispetto al +3,5% registrato a luglio e conferma una fase di crescita iniziata a marzo 2025.
Per le famiglie si tratta del ventunesimo mese consecutivo con variazione positiva, mentre per le imprese la striscia favorevole dura da quindici mesi. Nel dettaglio, ad agosto 2026 i prestiti alle aziende sono saliti del 4,2% su base annua e quelli alle famiglie del 2,9%.
Mutui più cari, tassi ancora in calo dal
Il costo medio dei nuovi finanziamenti per l’acquisto di abitazioni è passato al 3,61%, con un incremento di 0,06 punti percentuali sul mese precedente. Il livello resta comunque nettamente inferiore al 4,42% di dicembre 2023 e si colloca sotto il 3,9% indicato recentemente dalla Banca d’Italia nelle statistiche «Banche e moneta».
Anche il tasso medio applicato alle nuove operazioni rivolte alle imprese è cresciuto di 0,06 punti, arrivando al 3,77%; a dicembre 2023 era pari al 5,45%. Considerando invece l’insieme dei prestiti già in essere, il tasso medio si è attestato al 4,24%, con un aumento mensile di 0,05 punti.
Sofferenze in aumento entro il 2027
La consistenza dei crediti deteriorati netti ad agosto era pari a 28,2 miliardi di euro, una cifra equivalente all’1,32% del totale dei crediti bancari. Il dato rappresenta un aumento rispetto ai circa 26 miliardi dell’aggiornamento precedente, riferito a maggio.
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Secondo le stime dell’analisi ABI-Cerved per il periodo 2026-2028, il tasso di deterioramento dei finanziamenti alle imprese dovrebbe passare dal 2,6% del 2025 al 2,8% nel 2026 e al 2,9% nel 2027, prima di ridiscendere al 2,8% nel 2028. Nel confronto tra 2025 e 2028, l’aumento più evidente riguarderebbe le aziende di medie dimensioni, dall’1,8% al 2,1%, e le costruzioni, dal 2,9% al 3,2%.
Le percentuali più alte previste per il 2028 riguardano invece le microimprese, al 3%, il Mezzogiorno, al 3,7%, e ancora il comparto delle costruzioni, al 3,2%.
Depositi e obbligazioni rafforzano la raccolta
A settembre 2026 i depositi bancari, considerando le diverse forme tecniche, hanno registrato una crescita annua dell’1,9%, in accelerazione rispetto all’1,7% del mese precedente. Si rafforza anche la raccolta a medio e lungo termine realizzata attraverso le obbligazioni, salita del 6,4% rispetto a settembre 2025, contro il precedente +6,2%.
La raccolta indiretta, cioè il valore dei titoli affidati in custodia agli istituti, ha infine segnato un incremento di 95 miliardi di euro tra agosto 2025 e agosto 2026.
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