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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Portogallo, proteste per la casa: 93 feriti e 13 arresti

La protesta iniziata il 10 ottobre ha portato il presidente a chiedere chiarimenti e il tribunale a limitare il coprifuoco.

La protesta per il diritto alla casa in Portogallo ha provocato 93 feriti e 13 arresti. Gli interventi della polizia a Lisbona e Porto hanno aumentato la pressione sul governo di Luís Montenegro.

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Il tribunale ridimensiona il coprifuoco

Il Tribunale Amministrativo di Lisbona ha stabilito che il divieto per le manifestazioni dopo le 00.30 non opera in modo automatico. La decisione è arrivata dopo il ricorso presentato da Renata Cambra, sostenitrice delle mobilitazioni.

Secondo i giudici, le proteste potranno continuare fino al 24 novembre, giorno fissato per il voto finale sul bilancio statale 2027, anche nella fascia compresa tra le 00.30 e le 06.30. Il ministro dell’Amministrazione interna Luis Neves ha precisato: «La sentenza riguarda una posizione individuale e non valuta la legalità degli interventi di polizia, né riconosce un diritto generale a stabilire accampamenti permanenti in spazi pubblici, ma definisce condizioni specifiche».


Il governo cerca una risposta

Il presidente della Repubblica António José Seguro ha telefonato domenica mattina a Montenegro per esprimere contrarietà alle operazioni degli agenti. Subito dopo è stata convocata una riunione straordinaria del Consiglio di Stato.

La pronuncia giudiziaria ha alimentato lo scontro tra i partiti. Per i socialisti è «una sconfitta clamorosa per il governo», mentre Chega vi legge un indebolimento delle forze dell’ordine. A Porto, il sindaco Pedro Duarte si è detto pronto a incontrare i manifestanti, ma la proposta non è stata accolta.

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Tende e clacson nel centro

Le autorità avevano cercato di sgomberare gli accampamenti allestiti in piazza Rossio e in piazza Dom João, diventati il simbolo delle proteste. Domenica sera, mentre gli agenti si preparavano a intervenire nuovamente, le immagini delle prime cariche hanno spinto migliaia di persone a raggiungere il centro di Lisbona.

La polizia ha poi rinunciato all’operazione e si è ritirata sui mezzi blindati. In risposta, decine di automobilisti hanno suonato il clacson per sostenere i manifestanti; poco prima di mezzanotte sono arrivate le multe per turbamento della quiete pubblica. Fabian Figueiredo, del Blocco di Sinistra, ha chiesto spiegazioni in Parlamento ricordando che nel 2016 i clacson usati per celebrare il gol di Eder nella finale degli Europei non erano stati sanzionati anche a tarda ora.


Il costo delle abitazioni

Le mobilitazioni, cominciate il 10 ottobre, contestano prezzi di vendita fuori portata e canoni d’affitto ritenuti troppo elevati. I manifestanti criticano anche la nuova legge sulle locazioni, considerata favorevole ai proprietari perché rende più semplici gli sfratti senza intervenire sul livello dei prezzi.

Il governo ha mantenuto la propria posizione, ma sta valutando possibili modifiche al testo. Nel dibattito pesa anche il dato sugli immobili posseduti dai parlamentari, che sarebbero circa un migliaio, mentre molti cittadini denunciano l’impossibilità di acquistare o affittare una casa.

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