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Attualità 1 min di lettura4 giorni fa

Polo torna a categoria 5: il Messico prepara l’impatto

Il ciclone si avvicina alla Bassa California del Sud con venti fino a 260 chilometri orari e un rischio crescente di allagamenti e frane

Le autorità messicane stanno predisponendo le misure necessarie in vista dell’arrivo di Polo, che potrebbe raggiungere la costa della Bassa California del Sud entro lunedì. Il passaggio del ciclone rischia di provocare mareggiate, piogge intense e conseguenze anche nelle zone interne.


Emergenza già predisposta sulla costa

Protezione Civile e Guardia Nazionale hanno attivato i rispettivi protocolli preventivi nelle aree considerate più esposte. Sul posto sono state indirizzate squadre di supporto, mezzi e strumenti specializzati, da impiegare anche in caso di interventi dopo eventuali danni.

L’evoluzione del fenomeno viene seguita con attenzione perché, oltre alla forza del vento, le precipitazioni potrebbero rendere difficili gli spostamenti e creare situazioni critiche nei territori più vulnerabili. Il rischio riguarda soprattutto possibili allagamenti e smottamenti nelle aree interne.


Il ciclone accelera verso il Messico

Secondo l’ultimo aggiornamento del Servizio Meteorologico Nazionale, Polo si trova a 610 km a sud-sud-ovest di Cabo San Lucas. Il sistema procede verso Est a 19 kmh e presenta venti costanti pari a 260 chilometri orari, mentre le raffiche arrivano fino a 315 kmh.

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Dopo una precedente attenuazione, l’uragano ha recuperato intensità fino a raggiungere nuovamente la categoria 5 della scala Saffir-Simpson, il gradino più elevato della classificazione. La traiettoria attuale indica un possibile arrivo sulle coste della Bassa California del Sud nel corso di lunedì.


Piogge intense e mareggiate in arrivo

L’impatto sul litorale potrebbe accompagnarsi a onde particolarmente violente, con condizioni pericolose lungo la fascia costiera. Le autorità mantengono quindi alta l’attenzione sull’avanzamento del sistema e sulle conseguenze che potrebbe produrre nelle località interessate.

Gli accumuli di pioggia rappresentano un’ulteriore minaccia oltre all’azione del mare. Nei territori interni, infatti, l’acqua potrebbe favorire frane e inondazioni, rendendo indispensabile l’impiego delle unità già mobilitate.

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