Pezeshkian accusa: l’Iran colpito dal terrorismo, Usa fuori dall’Aula
All’Assemblea generale dell’Onu il presidente iraniano ha risposto a Trump con parole durissime; subito dopo, la delegazione americana ha abbandonato la sala.
L’intervento di Masoud Pezeshkian all’Onu ha acceso lo scontro con Washington in pochi istanti. Il presidente iraniano ha parlato di un Paese che, a suo dire, ha pagato un prezzo altissimo alla violenza politica e militare, provocando poi la reazione immediata della delegazione statunitense.
Nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Pezeshkian ha rilanciato accusando l’Iran di essere “stato vittima di terrorismo”. Ha poi richiamato episodi che, secondo lui, dimostrerebbero la gravità della situazione: “Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assasinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine”. Le frasi sono arrivate in risposta a Donald Trump.
La risposta di Pezeshkian a Trump
Il presidente iraniano ha usato il palco dell’Onu per contestare duramente il quadro offerto dagli Stati Uniti. Nel suo intervento ha insistito sul fatto che il suo Paese sia stato colpito da atti che ha definito terroristici, collegando il messaggio anche a un attacco verbale rivolto a Trump.
Le parole più forti sono state quelle con cui ha descritto una realtà segnata da violenza e lutti. Pezeshkian ha citato l’uccisione della guida suprema e il bombardamento di una scuola, con la morte di bambini che, ha sottolineato, non avevano commesso alcun crimine.
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La reazione della delegazione americana
Subito dopo quelle dichiarazioni, la delegazione degli Stati Uniti ha lasciato l’aula dell’Assemblea. Il gesto è arrivato mentre il confronto politico tra Iran e Washington era già in una fase di forte tensione.
La scena ha chiuso un intervento già destinato a pesare sul clima dei lavori all’Onu. Le parole di Pezeshkian e l’uscita degli americani hanno reso evidente la frattura aperta tra le due parti proprio nel corso della seduta.
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