293notizie oggi
Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Petrolio, la svolta di Washington può ridurre i costi dei trasporti

Gli Stati Uniti esaminano un possibile allentamento delle misure contro alcune petroliere legate alla cosiddetta flotta ombra

Il caro-trasporto del greggio, arrivato a livelli record, spinge Washington a valutare una modifica delle sanzioni che colpiscono alcune navi della cosiddetta flotta ombra. L’ipotesi riguarderebbe soltanto carichi di petrolio autorizzati, senza riaprire il passaggio a greggio russo o iraniano sottoposto a misure punitive.

Offerta del giorno15 ottobre

Douglas

Fino al -25% su Douglas via app

Scade domani
*******


Washington cerca una via per contenere i noli

L’amministrazione Trump sta prendendo in considerazione un alleggerimento delle restrizioni sulle petroliere che in passato hanno movimentato petrolio e derivati provenienti da Russia, Iran e Venezuela. La valutazione nasce dall’esigenza di intervenire sui costi della navigazione, cresciuti fino a livelli mai raggiunti prima.

Secondo un funzionario statunitense, i colloqui in corso riguardano una possibile autorizzazione al transito per alcune navi già sanzionate. La misura, se adottata, avrebbe quindi l’obiettivo di ampliare la disponibilità di imbarcazioni utilizzabili per il trasporto, contribuendo a ridurre la pressione sui prezzi dei noli.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Il limite resta il petrolio sanzionato

Al centro dell’ipotesi non ci sarebbe la revoca delle sanzioni sui carichi provenienti da Russia e Iran. L’eventuale apertura riguarderebbe invece soltanto greggio e prodotti petroliferi considerati legali e non inclusi nei provvedimenti restrittivi statunitensi.

La distinzione tra nave e carico è dunque decisiva: una petroliera precedentemente colpita dalle misure potrebbe essere autorizzata a navigare, ma solo per trasportare materiali non soggetti a sanzioni. Al momento si tratta di una possibilità allo studio e non di una decisione già adottata dall’amministrazione Trump.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere