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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Musk sfida Zelensky: Starlink, droni e il ritorno dei raid in Russia

Il patron di SpaceX chiede l’uscita del presidente ucraino, mentre Kiev annuncia la ripresa degli attacchi contro le raffinerie russe dopo la pausa concordata con Washington.

La tregua sugli impianti energetici russi è durata soltanto tre giorni. Kiev ha annunciato la ripresa dei raid contro le raffinerie di Mosca, mentre sullo sfondo si intensifica il confronto tra Elon Musk e Volodymyr Zelensky per le limitazioni alle comunicazioni satellitari impiegate dall’Ucraina.

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Kiev riattiva la guerra alle raffinerie

La sospensione degli attacchi era stata chiesta dagli Stati Uniti nel quadro dei contatti diplomatici sulla protezione delle infrastrutture energetiche. Secondo la ricostruzione fornita da Zelensky, però, la Russia avrebbe continuato a colpire gli impianti ucraini, rendendo sempre più difficile prolungare l’interruzione delle operazioni contro le strutture petrolifere russe.

In un’intervista al Financial Times, il presidente ucraino ha quindi comunicato la fine dello stop. «La pausa è terminata. Abbiamo concluso», è la frase attribuita a Zelensky dal quotidiano. Kiev torna così a puntare sulle raffinerie, in una fase in cui gli attacchi alle infrastrutture energetiche rappresentano uno dei fronti centrali del conflitto.


Lo scontro su Starlink si allarga

Il tema delle comunicazioni satellitari ha intanto aperto un nuovo fronte tra Zelensky e Musk. Il presidente ucraino ha sostenuto che i rallentamenti e le restrizioni applicati a Starlink avrebbero complicato alcune missioni con droni, soprattutto quelle condotte a media e lunga distanza, dove una connessione stabile è essenziale per controllare i velivoli.

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Musk ha respinto l’idea di essere personalmente responsabile dei limiti contestati da Kiev. L’imprenditore ha distinto il servizio commerciale Starlink da Starshield, il sistema destinato agli impieghi militari e governativi, spiegando che eventuali decisioni su velocità e accesso dipenderebbero dalle autorità militari statunitensi e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti.


L’attacco di Musk a Zelensky

La replica dell’imprenditore è arrivata su X con un messaggio rivolto direttamente al leader ucraino: «E così il massacro continua… È ora che Zelensky se ne vada». L’intervento ha riacceso una contrapposizione già alimentata dalle accuse sui problemi alle reti satellitari.

Zelensky aveva avvertito che la riduzione delle prestazioni di Starlink avrebbe potuto avere conseguenze sul campo: «Se gli attacchi continuano e Starlink non funziona, è inevitabile che delle persone muoiano». Le difficoltà segnalate da Kiev avrebbero riguardato in particolare i terminali usati nelle operazioni che richiedono collegamenti affidabili e continui, con possibili ripercussioni sul controllo dei droni e sulla conduzione delle missioni.

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