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Attualità 2 min di lettura46 min fa

Pensioni, ipotesi uscita a 64 anni con 36 contributi

Il fondo da 900 milioni potrebbe finanziare la misura dal secondo semestre 2027, insieme ad Ape sociale e minime.

Il governo valuta una nuova uscita anticipata dal lavoro a 64 anni con 36 anni di contributi. La proposta potrebbe includere anche i lavoratori entrati nel sistema prima del 1996.

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Come cambierebbe la rivalutazione

La copertura dell’intervento potrebbe arrivare da una revisione della perequazione degli assegni pensionistici. L’ipotesi è il ritorno ai sei scaglioni utilizzati nel 2023, con effetti soprattutto sugli importi medi e più elevati.

Oggi l’adeguamento all’inflazione riconosce il 100% della variazione dell’indice Foi fino a quattro volte il trattamento minimo Inps. Sulla parte compresa tra quattro e cinque volte il minimo viene applicato il 90%, mentre oltre questa soglia la rivalutazione scende al 75%.


Fondo da 900 milioni

La legge di bilancio dovrebbe istituire un accantonamento da 900 milioni di euro destinato alla flessibilità in uscita. La definizione delle norme operative, però, sarebbe rinviata al prossimo anno.

La dotazione fa pensare a un avvio nella seconda metà del 2027, con una durata prevista di tre anni. La proposta politica è sostenuta dalla Lega, che punta a consentire il pensionamento a 64 anni dopo 36 anni di versamenti anche a chi non rientra tra i cosiddetti contributivi puri.

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Le altre misure da finanziare

Le risorse dovrebbero servire anche a prorogare l’Ape sociale, destinata tra gli altri a disoccupati, caregiver, persone con invalidità e addetti a lavori gravosi. La misura è attualmente in scadenza a dicembre.

Nello stesso termine termina anche la maggiorazione delle pensioni minime. Senza rinnovo, l’importo lordo oggi pari a 619,80 euro salirebbe a circa 630 euro con un’inflazione vicina al 3%: l’incremento sarebbe quindi di una decina di euro, inferiore all’aumento dei prezzi.


Le regole oggi in vigore

Attualmente l’anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia può arrivare a tre anni, ma soltanto per chi ha iniziato a versare contributi interamente nel sistema contributivo. La nuova proposta allargherebbe invece la platea ai lavoratori con periodi precedenti al 1996.

Il progetto non è ancora accompagnato da regole definitive. Il fondo verrebbe inserito nella prossima legge di bilancio, mentre requisiti, decorrenze e modalità di applicazione dovrebbero essere stabiliti nel 2027.

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