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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Parlamento albanese, bengala dell’opposizione durante il voto

Fumo blu e rosso ha invaso l’aula, dove le proteste contro Edi Rama hanno fermato i lavori parlamentari

Un bengala è stato acceso nell’aula del Parlamento albanese durante una votazione. L’episodio ha bloccato i lavori e aggravato lo scontro tra l’opposizione e la maggioranza guidata dal primo ministro Edi Rama.

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Fumo nell’aula e seduta bloccata

Il dispositivo ha sprigionato fumo blu e rosso, rendendo l’aria difficile da respirare all’interno dell’emiciclo. Alcuni parlamentari hanno tentato di rimuovere i bengala, mentre la seduta proseguiva tra agitazione e disordine.

L’azione è arrivata dopo settimane di contestazioni contro il governo. Le proteste hanno già provocato sospensioni e rinvii di altre riunioni parlamentari, impedendo in più occasioni lo svolgimento regolare delle votazioni.


Le accuse contro il governo

La mobilitazione è sostenuta dall’opposizione di centrodestra guidata da Sali Berisha e dal Partito Democratico. I suoi rappresentanti accusano Edi Rama e il Partito Socialista di avere concentrato il potere, di interferire con i mezzi d’informazione e di gestire in modo irregolare gli appalti pubblici.

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Nel mirino dell’opposizione ci sono anche le modalità con cui si svolgono le competizioni elettorali. Nelle ultime settimane, deputati contrari al governo hanno fatto ricorso a fumogeni, torce e bengala, arrivando a spostare i banchi e a creare barricate per impedire l’avvio delle votazioni.


Le proteste di studenti e giovani

Le tensioni hanno coinvolto anche gruppi di studenti e altri giovani, scesi in piazza a Tirana con iniziative inizialmente concentrate davanti al Ministero dell’Istruzione. Tra le richieste figurano misure contro l’aumento del costo della vita e il peso degli affitti universitari.

Le manifestazioni denunciano inoltre le condizioni del sistema formativo e la scarsità di opportunità occupazionali. Le contestazioni nella capitale e davanti alle istituzioni si sono intrecciate con l’offensiva parlamentare dell’opposizione, diventata più aspra nelle ultime settimane.

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