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Attualità 2 min di lettura4 nov

Padre Andrea Melis, confermati in appello dieci anni per abusi

La Corte d’appello di Genova ha respinto la richiesta di riduzione della pena presentata dalla difesa

La Corte d’appello di Genova ha confermato la condanna a 10 anni di carcere per padre Andrea Melis, accusato di violenza sessuale ai danni di un ex chierichetto che aveva 12 anni all’epoca dei fatti.

Il sacerdote, già parroco a Finale Ligure e preside della scuola Assarotti di Genova, resta agli arresti domiciliari in una comunità dell’Umbria. È inoltre sospeso dall’esercizio del ministero religioso.

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La decisione sulla pena

La difesa aveva chiesto ai giudici di ridurre la pena inflitta in primo grado con rito abbreviato a Savona. Tra gli elementi sottoposti alla Corte c’era anche una perizia psichiatrica, che aveva escluso la semi-infermità mentale ma indicato condizioni psicologiche ritenute utili per una valutazione meno severa della condotta.

I legali avevano richiamato anche il pagamento completo della provvisionale da 50mila euro stabilita a favore della parte civile. Gli argomenti non hanno modificato la decisione: la condanna è stata confermata senza variazioni. Le motivazioni dovrebbero essere depositate entro 90 giorni; solo dopo quel passaggio la difesa deciderà se ricorrere in Cassazione.


Le accuse emerse dall’inchiesta

L’indagine era partita dalla denuncia della famiglia del ragazzo. I genitori avevano segnalato ai carabinieri l’interesse che il religioso mostrava verso il figlio e, dopo l’ennesimo regalo costoso, gli avevano vietato di frequentarlo. I contatti, però, erano proseguiti.

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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Melis avrebbe portato il minore a cena, regalato vestiti firmati e accreditato complessivamente 5.000 euro su una carta prepagata intestata al ragazzo. Il procedimento era iniziato nell’agosto 2024 con l’arresto eseguito dai carabinieri di Genova, prima del trasferimento degli atti a Savona per competenza territoriale.


Gli altri minori coinvolti

Nel corso degli accertamenti sarebbero emersi anche tentativi di baciare altri giovanissimi, senza che il sacerdote riuscisse a farlo. Gli investigatori avrebbero inoltre individuato altri due minorenni avvicinati attraverso regali costosi, birre e sigarette elettroniche.

La sentenza d’appello mantiene quindi la pena stabilita al termine del giudizio abbreviato. L’eventuale ricorso alla Corte di Cassazione sarà valutato dalla difesa dopo la lettura delle motivazioni.

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