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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Ora solare o legale? La scelta che può cambiare sonno e salute

Gli esperti canadesi indicano nella luce del mattino il criterio decisivo e mettono in guardia dai rischi di un orario legale valido tutto l’anno.

La soluzione preferibile, secondo gli scienziati, sarebbe mantenere l’ora solare per tutti i 12 mesi dell’anno. Il motivo principale riguarda la luce mattutina, considerata essenziale per regolare il ritmo biologico, il riposo e l’equilibrio dell’umore. «Per molto tempo ci siamo chiesti se fosse il caso di interrompere il cambio dell’ora in autunno e primavera. Adesso la domanda decisiva è cosa succederà al mattino dopo», ha osservato Raymond Lam.

La scelta dell’orario non è quindi soltanto una questione organizzativa. Alexandra Choi, responsabile sanitaria presso Vancouver Coastal Health, l’ha definita un tema di salute pubblica: un eventuale mantenimento dell’ora legale richiederebbe interventi preparati prima dell’inverno, dalla sicurezza degli spostamenti alla flessibilità degli orari scolastici e lavorativi, fino al controllo di sonno, salute mentale e incidenti.


La luce del mattino pesa sulla salute

Un’analisi pubblicata dalla rivista dell’Associazione medica canadese sostiene che le prove disponibili favoriscono l’adozione permanente dell’ora solare. La luce nelle prime ore della giornata aiuta infatti a sincronizzare l’orologio circadiano, mentre quella serale tende a spostarlo più avanti.

L’ora legale stabile offrirebbe tramonti più tardivi e più tempo per attività all’aperto, socialità, spostamenti e iniziative economiche. In inverno, però, l’alba arriverebbe un’ora dopo: molte persone dovrebbero uscire di casa per andare a scuola o al lavoro quando è ancora buio. Ralph Mistlberger, psicologo della Simon Fraser University di Vancouver, ha spiegato che questo rinvio della luce mattutina sarebbe particolarmente problematico proprio nella stagione in cui le giornate iniziano già con poca luminosità.


Chi rischia di più con l’ora legale

Gli effetti potrebbero riguardare il sonno e l’umore. In Canada, tra l’1% e il 3% degli abitanti soffre di disturbo affettivo stagionale, mentre fino al 15% manifesta cambiamenti stagionali più contenuti nell’energia, nell’appetito, nel riposo e nello stato emotivo.

La posizione geografica può amplificare il problema: nelle zone occidentali di uno stesso fuso l’alba arriva più tardi e alcuni studi hanno rilevato conseguenze sfavorevoli sulla salute. Bambini e adolescenti sarebbero esposti in modo particolare, perché durante la pubertà il ritmo del sonno tende a spostarsi in avanti, mentre l’orario di ingresso a scuola resta mattutino.

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Tra le categorie considerate più vulnerabili figurano anche chi lavora su turni o comincia presto, gli utenti del trasporto pubblico, pedoni e ciclisti, oltre agli abitanti delle aree rurali o delle comunità con redditi più bassi, dove illuminazione e collegamenti possono essere meno adeguati. Patrick Baylis ha rilevato che il vantaggio delle serate più luminose deve essere confrontato con i possibili cali di sonno, rendimento lavorativo e risultati scolastici.


I precedenti invitano alla prudenza

L’esperienza di altri Paesi non offre un sostegno netto all’ora legale permanente. Gli Stati Uniti la introdussero nel 1974, durante la crisi energetica, ma tornarono indietro dopo circa un anno, anche per le proteste legate alle mattine invernali buie e al tragitto dei bambini verso la scuola prima dell’alba.

Una scelta analoga fu compiuta dalla Russia nel 2011 e abbandonata nel 2014, dopo il crescente malcontento pubblico. Anche il Cile rinunciò all’adozione nazionale dell’orario legale fisso dopo una sperimentazione condotta nel 2015.

Gli esperti ritengono comunque indispensabile verificare gli effetti di qualunque decisione. Se si scegliesse l’ora legale per tutto l’anno, occorrerebbero strade più sicure, infrastrutture migliori per pedoni e ciclisti, ingressi posticipati o flessibili a scuola e al lavoro, maggiore esposizione alla luce mattutina e controlli su sonno, umore, infortuni e altri indicatori sanitari. L’ora solare stabile richiederebbe invece soprattutto misure per affrontare il buio anticipato nelle sere invernali e l’alba più precoce d’estate.

Il prossimo passaggio resta però il consueto ritorno all’ora solare. Tra sabato 24 ottobre e domenica 25, alle 3 di notte, le lancette dovranno essere riportate indietro di un’ora. È il rituale che riaccende ogni volta il confronto tra chi preferisce avere luce appena sveglio e chi, invece, vorrebbe conservarla più a lungo dopo il tramonto.

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