Nullità delle nozze, a Treviglio arriva l’aiuto che mancava: costi e regole
Don Giuliano Nava offrirà un primo orientamento ai fedeli che valutano la nullità del matrimonio religioso, tra procedure più snelle, requisiti precisi e spese ridotte.
Per avviare una pratica di nullità matrimoniale non è indispensabile che entrambi i coniugi siano d’accordo: la domanda può essere presentata anche da una sola delle due persone. Sarà poi il tribunale ecclesiastico a verificare i fatti e a stabilire se esistano elementi sufficienti per procedere.
Tra le situazioni esaminate rientrano anche quelle in cui il consenso è stato condizionato da pressioni esterne. Un esempio è quello di una donna incinta spinta dalla famiglia a sposarsi nonostante la propria contrarietà: in casi simili, la libertà della scelta può diventare un elemento centrale dell’indagine.
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La libertà decide la validità delle nozze
La fine della convivenza o una separazione non rendono automaticamente nullo un matrimonio. Secondo il diritto della Chiesa, occorre dimostrare che al momento della celebrazione mancasse già una condizione essenziale per un consenso pieno e consapevole.
Tra i requisiti richiamati da don Giuliano Nava ci sono la libertà e la capacità di assumersi le responsabilità della vita coniugale. In passato, fino al 2005, le richieste riguardavano soprattutto l’assenza di elementi come unità, fedeltà e disponibilità ad accogliere i figli. In seguito è cresciuto il peso dell’«incapacità psicologica», cioè l’impossibilità di affrontare gli impegni fondamentali del matrimonio già al momento del sì.
Spese ridotte e un percorso più rapido
L’immagine di una procedura accessibile soltanto a chi può sostenere costi elevati, secondo Nava, non corrisponde più alla situazione attuale. Il contributo richiesto per il processo ammonta a 516 euro, mentre il compenso dell’avvocato può arrivare a 2.000 euro; per chi non ha mezzi sufficienti resta disponibile il patrocinio gratuito.
Un’accelerazione è arrivata con la riforma del diritto canonico voluta da Papa Francesco nel 2015 attraverso il Mitis Iudex. Quando i coniugi condividono la richiesta e le circostanze appaiono evidenti, il vescovo può ricorrere al processus brevior, una forma abbreviata di giudizio.
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A Treviglio nasce il punto d’ascolto
Il nuovo sportello nella chiesa di Treviglio servirà a capire, in una fase preliminare, se una richiesta abbia una base plausibile. Questo accertamento, definito fumus boni iuris, viene normalmente svolto dal tribunale, ma potrà essere anticipato durante il colloquio con il sacerdote, evitando avvii privi di fondamento.
L’iniziativa prende spunto dalle difficoltà raccontate dai fedeli in confessione. Il parroco Zaccaria Bonalumi riferisce di persone che vivono una sofferenza profonda e che spesso considerano la Sacra Rota un percorso irraggiungibile per complessità e prezzo.
L’esperienza maturata nei tribunali
A occuparsi dell’orientamento sarà don Giuliano Nava, sacerdote con una lunga esperienza nel settore. Dopo gli studi teologici svolti con il cardinale Carlo Maria Martini, nel 1984 entrò nel tribunale ecclesiastico di Milano.
Dal 1990 lavorò come giudice ecclesiastico a Fermo e, per un decennio, guidò come rettore la cattedrale di Ancona. Dopo il pensionamento si è trasferito a Treviglio, dove metterà le proprie competenze a disposizione di chi vuole capire se esistano i presupposti per chiedere la nullità.
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