Novaya Gazeta annuncia la chiusura della sede in Russia
Il 9 novembre verranno spenti luci e server dopo anni di pressioni, sfratto e blocco dei finanziamenti
Novaya Gazeta interromperà le attività in Russia. La redazione ha comunicato che il 9 novembre lascerà la sede di Mosca, spegnendo luci e server dopo circa trent’anni di lavoro.
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Sede e finanziamenti bloccati
La chiusura arriva dopo lo sfratto dagli uffici di Potapovsky Lane, nel centro della capitale, dove i giornalisti avevano lavorato per 29 anni. La notizia era stata resa pubblica il giorno precedente e comporterà anche la chiusura del Museo di Anna Politkovskaya, ospitato nei locali che furono dell’inviata.
A pesare sulla sopravvivenza del giornale è stato anche il blocco del sistema di donazioni utilizzato dai lettori. Nel messaggio diffuso sul proprio sito, la redazione ha collegato lo stop dei contributi alle pressioni esercitate da autorità e banche, sostenendo di essere stata privata di ogni entrata.
«Siamo stati uccisi», ha scritto Novaya Gazeta annunciando che il quotidiano non esisterà più in Russia. La testata ha attribuito la fine delle attività alle autorità di Mosca e ai servizi di sicurezza, indicando nell’Fsb uno degli apparati coinvolti.
Le restrizioni dal 2022
Il giornale era già stato colpito dalle misure delle autorità russe dopo l’invasione dell’Ucraina. Nel 2022 furono oscurati i suoi siti e venne revocata la registrazione necessaria per operare nel Paese; a settembre 2026 Novaya Gazeta è stata inoltre classificata come «agente straniero».
La testata è conosciuta anche per le inchieste pubblicate da Anna Politkovskaya, assassinata nel 2006. Nel lungo testo diffuso per annunciare la chiusura vengono ricordati anche altri giornalisti e collaboratori uccisi per ragioni politiche, tra cui Igor Domnikov, Yuri Shchekochikhin, Stas Markelov, Anastasia Baburova e Natalya Estemirova.
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Nel documento la redazione ha descritto le limitazioni subite come parte di un’azione coordinata e ha accusato Fsb, ministero della Giustizia, Procura e altri organismi statali di avere ridotto gli spazi per i diritti civili, la libertà di stampa e il rispetto della Costituzione. Il giornale ha inoltre richiamato l’articolo 29, che vieta la censura, sostenendo che oggi quella norma sia stata svuotata di significato.
Il lavoro prosegue dall’estero
Dopo l’avvio della guerra in Ucraina, numerosi componenti della redazione si erano trasferiti in Lettonia. Nell’aprile 2022 avevano dato vita a Novaya Gazeta Europe, con sede a Riga e collaboratori in diversi Paesi dell’Europa orientale.
Il nuovo progetto ha dichiarato di voler proseguire l’eredità del quotidiano indipendente russo, mentre la redazione originaria era rimasta attiva soprattutto nella raccolta di materiali per le proprie inchieste. Da giugno 2023 anche Novaya Gazeta Europe è considerata dalla Russia un’organizzazione indesiderata ed è stata vietata nel Paese.
Nel comunicato conclusivo, Novaya Gazeta ha sostenuto che la propria vicenda rifletta la condizione della società russa e ha definito la chiusura una conseguenza delle pressioni istituzionali. Il 26 ottobre, secondo quanto riportato nel testo, il consiglio direttivo aveva già deciso di cessare le attività.
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