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Nigeria, 87 sequestrati in due giorni: l’incubo dei “banditi

Due incursioni nel nord del Paese hanno colpito soprattutto donne impegnate nei campi, riportando al centro la crisi dei rapimenti a scopo di riscatto.

Sono almeno 87 le persone finite nelle mani di gruppi armati in Nigeria durante due incursioni compiute tra sabato e domenica. Le vittime, in prevalenza donne, si trovavano al lavoro nei campi quando sono state portate via nel nord del Paese, una delle aree più colpite da sequestri, violenze e razzie.


Due attacchi tra Niger e Zamfara

Il primo episodio è avvenuto sabato a Rimi, comunità agricola dell’area amministrativa di Mariga, nello Stato del Niger. Una fonte locale riferisce che 47 coltivatori, tra cui numerose donne impegnate nella raccolta delle arachidi, sono stati catturati da uomini armati mentre si trovavano nei terreni agricoli.

Il giorno seguente un’altra incursione ha interessato Yargada, nel distretto di Gusau, nello Stato di Zamfara. In questo caso sarebbero state rapite 40 donne, secondo un documento sulla sicurezza predisposto per le Nazioni Unite e successivamente esaminato dall’Agence France-Presse. I due episodi portano quindi il totale delle persone sequestrate nel fine settimana a oltre 80.


Il potere dei gruppi criminali

I responsabili appartengono alle bande che in Nigeria vengono chiamate comunemente “banditi”. Si spostano spesso in motocicletta e prendono di mira le comunità rurali del nord-ovest e della fascia centrale del Paese, dove i villaggi sono frequentemente esposti a incursioni e rapimenti.

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Queste formazioni sono coinvolte sia nei sequestri per ottenere denaro sia nel furto di bestiame. Durante le loro azioni possono inoltre saccheggiare le abitazioni, appiccare incendi e uccidere gli abitanti, aggravando l’insicurezza nelle campagne.


Un fenomeno diventato fonte di reddito

I rapimenti rappresentano ormai una delle principali entrate per le organizzazioni criminali attive in Nigeria, lo Stato più popoloso dell’Africa. Il fenomeno riguarda sia le bande armate note come “banditi” sia i gruppi jihadisti presenti in diverse aree del Paese.

Le nuove catture si inseriscono così in una crisi che da anni mette sotto pressione le comunità agricole. Le incursioni colpiscono persone impegnate nelle attività quotidiane e alimentano un sistema fondato sulla richiesta di riscatti, insieme alle razzie e al controllo violento del territorio.

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