Niente frutta né acqua: il blocco dei tir svuota i supermercati
In Sicilia mancano diversi alimenti di base, mentre 25 presidi rallentano la circolazione e la mobilitazione degli autotrasportatori si sposta verso Roma.
In alcune zone del Mezzogiorno la protesta contro il caro-carburanti ha già prodotto effetti concreti sugli acquisti quotidiani. In Sicilia gli scaffali di diversi punti vendita si sono svuotati: oltre a frutta, verdura e carne, comincia a scarseggiare anche l’acqua minerale.
La mobilitazione degli autotrasportatori, partita da Sicilia, Campania, Calabria e Basilicata, conta da ieri 25 presidi lungo i nodi autostradali e le principali vie dirette verso le aree industriali e agricole del Centro-Sud. Tra traffico rallentato e code, il fronte della protesta si prepara intanto a raggiungere Roma.
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Nei negozi manca l’essenziale
A Palermo e in altre località siciliane i consumatori raccontano di avere trovato reparti alimentari quasi deserti. Giovanni Filetto ha spiegato di aver cercato invano prodotti di base: «Entrare e non trovare nemmeno un pomodoro o una mela è stato un problema». La situazione, secondo la sua testimonianza, era già critica da domenica e pesa soprattutto sulle famiglie con risorse limitate.
Anche la carne fresca è diventata difficile da reperire. Laura Cacciatore ha riferito che, dopo avere visto sparire dagli scaffali le ultime confezioni, non restavano neppure alternative in scatola. Una turista belga in vacanza a Palermo si è detta sorpresa: nei supermercati della sua città, ha osservato, gli stessi negozi restano riforniti anche durante le emergenze meteorologiche.
I blocchi restano fino al vertice
I camionisti hanno fatto sapere che i presidi non verranno rimossi prima della conclusione dell’incontro con Matteo Salvini, in programma a Milano nella mattinata del 20 ottobre. In Campania la protesta ha coinvolto anche il porto commerciale di Napoli, mentre nelle aree di Isernia e Campobasso agli autotrasportatori si sono affiancati gli agricoltori, presenti sulle strade ormai da una settimana.
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La tensione non riguarda soltanto i disagi alla circolazione. In alcuni casi sono state segnalate anche gomme tagliate ai rimorchi, episodio che aggiunge un profilo di sicurezza a una vertenza già segnata da forti rallentamenti. Il Codacons ha inoltre lanciato l’allarme sul possibile aumento dei prezzi, legato alla difficoltà di rifornire i punti vendita.
La solidarietà dei consumatori
Nonostante gli scaffali vuoti, una parte dei clienti comprende le ragioni della protesta. Il rincaro del carburante, infatti, incide sui costi del trasporto e può riflettersi sulle spese delle famiglie. «C’è qualcosa che non va se sugli scaffali compaiono già i dolci natalizi ma non si trovano latte fresco o arance», ha osservato una consumatrice, richiamando anche l’assenza degli agrumi proprio in Sicilia.
Il paradosso emerge anche nei panifici e nei reparti delle conserve: il pane può essere disponibile, ma mancano gli alimenti da accompagnare. La richiesta più ricorrente dei clienti è quindi che il confronto con il governo porti rapidamente a un’intesa e consenta il ritorno alla normalità degli approvvigionamenti.
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