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Attualità 2 min di lettura10 ore fa

Netanyahu nega gli avvisi egiziani: la replica che riapre il caso 7 ottobre

L’ufficio del premier israeliano annuncia una denuncia per diffamazione e smentisce i contatti con Abbas Kamel prima dell’attacco di Hamas.

La smentita di Benjamin Netanyahu arriva mentre torna al centro del dibattito la gestione delle informazioni ricevute prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Il suo ufficio sostiene che dall’Egitto non giunse alcun avvertimento diretto al primo ministro e prepara un’azione legale contro le ricostruzioni pubblicate sulla vicenda.


La replica di Netanyahu riapre il caso

Secondo l’ufficio del premier israeliano, Netanyahu non incontrò né ebbe conversazioni con Abbas Kamel, che all’epoca guidava il Servizio generale di intelligence egiziano. Nessun esponente dell’intelligence israeliana, aggiunge la nota, avrebbe inoltre trasmesso al primo ministro segnalazioni provenienti dal Cairo.

La precisazione è arrivata dopo un articolo del Wall Street Journal, basato sulle dichiarazioni di funzionari egiziani. Il quotidiano aveva riferito di tre comunicazioni inviate da Il Cairo alle autorità israeliane per segnalare il possibile attacco di Hamas, includendo una presunta telefonata di Kamel. L’ufficio di Netanyahu ha annunciato l’intenzione di procedere per diffamazione e ha sostenuto che simili notizie mirino ad attribuire al premier la responsabilità degli eventi del 7 ottobre.


La visita negli Emirati resta confermata

Nel frattempo, Israele ha ufficializzato il viaggio compiuto domenica da Netanyahu negli Emirati Arabi Uniti. La missione, secondo la nota diffusa dal suo ufficio, ha riguardato il consolidamento dei rapporti tra i due Paesi e l’esame delle principali crisi regionali.

Il premier era accompagnato dalla moglie Sara, dal responsabile del Consiglio per la sicurezza nazionale Shmuel Ben-Ezra, dal direttore del Mossad Roman Hoffman, dal segretario militare Guy Markizeno e dal consigliere per la politica estera Ophir Falk. In precedenza, l’agenzia emiratina WAM aveva riferito dell’incontro tra Netanyahu e il presidente degli Emirati per discutere delle relazioni bilaterali.

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Hormuz e Fairford, le altre tensioni

Dal fronte iraniano, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha detto di aspettarsi entro oggi una risposta ufficiale degli Stati Uniti alla proposta di Teheran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il ministro ha spiegato che i mediatori qatarioti hanno raccolto le idee iraniane e dovranno sottoporle nuovamente alla parte statunitense prima di trasmettere la risposta finale.

A New York, Araghchi ha aggiunto che i mediatori auspicano una conclusione entro martedì, secondo l’ora locale. Intanto, negli Stati Uniti, Donald Trump ha respinto le indiscrezioni secondo cui avrebbe proposto all’Iran un alleggerimento delle sanzioni e lo sblocco di fondi congelati: «Non ho offerto nulla», ha scritto il presidente, definendo falsa la ricostruzione di Axios.

Nel Regno Unito, Marco Rubio ha commentato il presunto complotto terroristico sventato alla base della Raf di Fairford. Il segretario di Stato statunitense ha parlato a Fox News di una vicenda «molto seria», affermando che vi sarebbe stato un coinvolgimento straniero e che l’episodio avrebbe potuto rappresentare una minaccia rilevante.

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