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Attualità 2 min di lettura23 min fa

Neonati, il brano da 470 milioni di ascolti: perché funziona

The Happy Song nasce da una ricerca sui suoni amati dai bambini e combina ritmo, voce e rumori capaci di attirare la loro attenzione.

Non è una ninna nanna tradizionale, ma una canzone costruita seguendo criteri studiati appositamente per suscitare una reazione positiva nei neonati. In dieci anni, The Happy Song ha superato 470 milioni di riproduzioni su Spotify, diventando un curioso fenomeno musicale legato alla prima infanzia.

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Un esperimento pensato per i più piccoli

Il brano è stato sviluppato dallo psicologo dello sviluppo Caspar Addyman e dalla professoressa Lauren Stewart, del dipartimento di Psicologia del Goldsmiths College di Londra. Al progetto hanno partecipato anche la musicista Imogen Heap, l’agenzia BETC London e la società di consulenza musicale Felt Music.

L’idea era stata commissionata da Cow & Gate, attraverso il programma C&G Baby Club, con un obiettivo preciso: creare una canzone capace di migliorare l’umore dei bambini in maniera verificabile. Per arrivarci, il gruppo di lavoro è partito da un ambito ancora studiato relativamente poco, cioè le caratteristiche musicali che attirano davvero i neonati.


Ritmo allegro e suoni sorprendenti

La composizione segue alcune indicazioni definite dai ricercatori. La tonalità è maggiore, la melodia è facile da riconoscere e torna più volte, mentre l’andamento resta vivace. Anche la scelta del tempo musicale è legata alla fisiologia infantile: il battito cardiaco dei neonati è più rapido di quello degli adulti.

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Un ruolo importante lo hanno avuto quasi 2.300 genitori britannici, coinvolti per individuare i rumori in grado di far ridere i loro figli. Nel brano sono così comparsi il “bu!” improvviso, le pernacchie, gli starnuti e diversi versi di animali, elementi lontani dalle melodie calme e regolari associate alle ninne nanne.


La voce registrata con una bambina

Durante l’incisione, Imogen Heap ha scelto di tenere nella stanza anche la figlia, che aveva 18 mesi. La decisione rispondeva a un’osservazione degli studiosi: i bambini riconoscono con particolare facilità il tono usato dagli adulti quando parlano o cantano direttamente con loro.

Il risultato è quindi nato dall’unione di ricerca sul comportamento infantile, indicazioni raccolte dalle famiglie e scelte musicali insolite. Più che accompagnare il sonno, The Happy Song punta ad attirare l’attenzione dei piccoli attraverso ripetizioni, velocità e suoni giocosi.

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