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Attualità 2 min di lettura5 giorni fa

Natalie Harp, la formula anti-stress: Bibbia e preghiere per reggere Trump

Nell’intervista al Washingtonian, la collaboratrice del presidente racconta lavoro, fede e il rapporto con una Casa Bianca sempre lanciata a tutta velocità.

Per affrontare le giornate più pesanti, Natalie Harp cerca una pausa nella fede. La collaboratrice di Donald Trump ha spiegato di ascoltare alcuni capitoli della Bibbia in versione audio e di pregare per ricevere forza e discernimento: «L'epicentro del 'potere' non è Washington ma il Paradiso».


La fede come antidoto allo stress

La risposta è arrivata quando il Washingtonian le ha domandato come riesca a recuperare concentrazione ed equilibrio nei momenti di maggiore pressione. Harp ha indicato nella preghiera il suo principale strumento personale per affrontare qualunque circostanza.

Nelle sue parole, il riferimento religioso non è separato dall’attività pubblica che svolge accanto al presidente. La richiesta rivolta a Dio riguarda infatti proprio la saggezza e la resistenza necessarie per sostenere il ritmo quotidiano della politica americana.


Quattro anni per cambiare l’America

Il senso di urgenza attribuito alla Casa Bianca emerge anche dalle risposte scritte inviate al magazine. Harp ha sostenuto che l’amministrazione dispone soltanto di quattro anni per «RENDERE DI NUOVO GRANDE L'AMERICA», accusando la Sinistra Radicale di voler frenare la spinta del presidente verso quella che definisce l’Età dell’Oro dell’America.

La collaboratrice ha inoltre difeso la rapidità dell’azione presidenziale, affermando che Trump continua a lavorare al massimo della velocità per produrre risultati storici negli Stati Uniti e nel resto del mondo. L’uso frequente delle maiuscole nelle sue risposte richiama lo stile adottato dal presidente nei messaggi pubblicati sui social.

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Il rapporto con Donald Trump

Harp è conosciuta anche con il soprannome di «stampante umana» e negli ultimi mesi è stata spesso vista nelle vicinanze del tycoon. Alla domanda sulla differenza d’età, superiore ai quarant’anni, ha escluso che questo elemento rappresenti un ostacolo per Trump: secondo lei, il presidente non ha mai giudicato le persone sulla base di categorie demografiche.

A suo avviso, il talento del presidente consiste nel riconoscere qualità che gli altri, talvolta, non riescono a vedere in se stessi e nel farle emergere, senza distinzione tra uomini e donne oppure tra giovani e anziani. Harp ha parlato con il Washingtonian attraverso risposte scritte, pubblicate nel numero di ottobre dedicato alle 300 donne più potenti dell’area della Capitale.


Una presenza lontana dai riflettori

L’intervista è arrivata dopo un’assenza visibile. Harp non aveva preso parte alla cerimonia organizzata da Donald Trump e Melania Trump per accogliere il presidente cinese Xi Jinping, prima di tornare al centro dell’attenzione con il colloquio con il magazine.

Tra i temi affrontati c’è stato anche il ritmo del suo incarico. Alla domanda su quale fosse l’aspetto più complicato del lavoro, Harp ha indicato il confronto con una città incapace, a suo giudizio, di procedere alla stessa velocità del presidente: «Lavorare in una città che non lavora alla velocità di Trump».

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