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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Napoli, allarme rosso: Allegri si gioca tutto tra Bodo e Roma

La squadra azzurra non viveva un avvio così complicato da 17 anni e ora deve reagire tra dubbi tattici, crisi realizzativa e il caso De Bruyne.

Il Napoli è davanti a un passaggio delicatissimo: la sconfitta con il Venezia ha aggravato una situazione già fragile e ha riportato alla memoria l’ultima partenza così negativa, quella del 2008-09 con Roberto Donadoni. Massimiliano Allegri non è ancora in discussione, ma le prossime due partite possono cambiare il clima attorno alla squadra.

Il primo appuntamento è domani contro il Bodo Glimt in Champions League, seguito nel fine settimana dalla sfida con la Roma. Due avversari impegnativi per un gruppo che oggi sembra senza energie, poco incisivo davanti e vulnerabile in fase difensiva.

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Allegri cerca una reazione immediata

Dopo il ko in Laguna, Allegri ha ricondotto la soluzione al lavoro quotidiano: “Non ci resta che lavorare”. L’allenatore ha anche riconosciuto la necessità di correggere soprattutto il rendimento nella propria area, dove gli azzurri concedono troppo e pagano errori ed episodi sfavorevoli.

Il presidente Aurelio De Laurentiis, almeno per il momento, ha scelto di non intervenire pubblicamente. Il silenzio sembra legato anche al ricordo di quanto accaduto tre anni fa, quando le tensioni interne contribuirono a rompere l’equilibrio dello spogliatoio. Allegri, dunque, non rischia nell’immediato, ma un’altra prestazione negativa aumenterebbe inevitabilmente la pressione.


De Bruyne resta il nodo più evidente

Tra i problemi del Napoli c’è anche il rendimento di Kevin De Bruyne. Il belga non pare ancora integrato nel progetto e il suo volto sempre più scuro racconta una difficoltà che non sembra soltanto tattica. Il battibecco avuto in panchina durante la gara con il Villarreal e il rigore fallito contro il Venezia sono diventati i segnali più visibili di una fase complicata.

Il confronto con Dries Mertens, amato a Napoli dopo il suo arrivo a 26 anni, rende ancora più evidente la differenza. De Bruyne è approdato in Italia a 34 anni, dopo aver già conquistato molto e con aspettative elevatissime sulle spalle. Già nella precedente stagione, con Antonio Conte, aveva ammesso di non essersi trovato bene; con Allegri il quadro non appare ancora risolto.

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Gol e identità ancora da ritrovare

La crisi non riguarda soltanto il centrocampista. L’attacco produce poco e Rasmus Højlund, fermo a due reti, non segna dal 5 settembre, quando andò a bersaglio contro l’Inter. Anche gli altri attaccanti non stanno offrendo la spinta necessaria per cambiare il volto della squadra.

A complicare il quadro c’è una formazione che non sembra trasformata dai nuovi innesti Badiashile e Favasuli. Allegri si trova a gestire, in sostanza, lo stesso gruppo ereditato, con energie da ricostruire e un’identità ancora incerta. Prima della gara in Laguna aveva difeso l’importanza della fase difensiva, osservando: “Sembra che difendere sia diventato quasi un disonore”.


La classifica impone una svolta

Il Napoli deve dimostrare che le difficoltà attuali non siano strutturali. Le sconfitte europee hanno preceduto la ripresa di Roma, Inter e Como, mentre gli azzurri non hanno ancora trovato una risposta convincente.

Per questo il doppio impegno con Bodo Glimt e Roma assume un peso particolare. Un risultato negativo in Champions potrebbe rendere ancora più pesante l’attesa per il confronto del campionato e trasformare l’allarme in una vera emergenza.

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