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Attualità 4 min di lettura15 ott

Nabucco, Parma applaude Pizzi: l’essenziale diventa spettacolo

Al Teatro Regio il capolavoro di Verdi ritrova forza grazie alla direzione di Francesco Lanzillotta, a un cast applaudito e alla rigorosa visione scenica di Pier Luigi Pizzi.

Il Teatro Regio di Parma ha accolto con entusiasmo il nuovo allestimento di Nabucco firmato da Pier Luigi Pizzi, novantaseienne regista ancora impegnato in una ricerca teatrale instancabile. Al centro dello spettacolo non c’è soltanto il celebre coro del Va’, pensiero, ma una lettura capace di affidare alla musica e alle voci il compito di costruire l’emozione, senza sovraccaricare la scena.

La serata ha riunito una direzione musicale energica, un gruppo di interpreti molto apprezzato dal pubblico e una realizzazione visiva fondata sulla precisione. Le repliche al Teatro Regio sono previste il 18 e il 24 ottobre.

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Pizzi sceglie la forza della sottrazione

La regia, le scene e i costumi di Pizzi, realizzati in collaborazione con Massimo Pizzi Gasparon Contarini, hanno puntato su linee rigorose, essenzialità e accurati effetti di luce. L’impianto visivo evita l’accumulo decorativo e lascia emergere la vicenda di Nabucco, della figlia Fenena e della spietata Abigaille.

Per Pizzi si tratta del terzo confronto con l’opera di Verdi. Il primo risale al 1978, al Maggio Musicale Fiorentino, in un progetto condiviso con Riccardo Muti e Luca Ronconi: allora prevalevano la monumentalità, il teatro nel teatro e i riferimenti alla pittura storica ottocentesca, con richiami a Hayez e Morelli. La successiva produzione per il Circuito delle Marche si muoveva invece in uno spazio più metafisico e legato alla memoria, concentrandosi sulla complessa relazione tra Abigaille e Nabucco.

L’allestimento parmense nasce da quell’esperienza, ma la porta verso una forma ancora più asciutta. Il regista ha spiegato di voler eliminare ciò che risulta superfluo per concentrarsi sull’emozione: l’attualizzazione e il messaggio, nella sua prospettiva, sono già contenuti nella partitura verdiana. È una linea di lavoro già riconoscibile nelle regie con grandi schermi a LED realizzate al Festival Pucciniano nel 2024 a Torre del Lago e nel suo apprezzato I Lombardi alla prima Crociata, presentato al Festival Verdiano nel 2023.


La musica trascina il pubblico

Francesco Lanzillotta ha guidato l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna mettendo in evidenza la continua alternanza di tensione e abbandono, impeto e attesa, contrasto e slancio. L’ouverture, sostenuta da ritmi marziali e da una gestualità molto comunicativa, ha offerto una sintesi delle principali atmosfere dell’opera, quasi anticipandone i momenti decisivi.

La scrittura di Verdi, con il suo carattere immediato e popolare, coinvolge direttamente la platea. Martino Faggiani ha diretto il Coro del Teatro Regio di Parma, chiamato a rappresentare anche la dimensione collettiva dello spettacolo: gli spettatori sembrano riconoscersi nelle masse corali e partecipare alla vicenda attraverso la loro voce.

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Il Va’, pensiero mantiene così la sua centralità, ma non resta un episodio isolato. La sua efficacia nasce dal modo in cui Verdi inserisce il coro nel percorso drammatico, trasformandolo in un punto di passaggio tra la storia dei personaggi e la risposta emotiva del pubblico.


Un cast premiato dagli applausi

Nel ruolo di Nabucco, Ariunbaatar Ganbaatar ha ricevuto un’accoglienza particolarmente calorosa. Il baritono mongolo ha affrontato la parte del sovrano babilonese con una vocalità solida e ben proiettata, confermando la capacità di dominare l’estensione richiesta dal personaggio. Nel suo repertorio figurano anche ruoli verdiani come quelli del Ballo in maschera e di Rigoletto, oltre a interpretazioni pucciniane quali Escamillo nella Carmen e Scarpia nella Tosca.

Lidia Fridman ha dato voce ad Abigaille, figura tormentata dal rimorso e caratterizzata da una natura feroce. Il soprano ha convinto soprattutto nella cabaletta Ben io t’invenni e nei passaggi più impervi della parte, con un canto rivolto alla platea che ha restituito alla protagonista un’intensità quasi ravvicinata, simile a un primo piano cinematografico.

Andrés Moreno Garcìa ha interpretato Ismaele con esito convincente, mentre Michele Pertusi ha conquistato il pubblico nei panni di Zaccaria. Il sacerdote di Gerusalemme ha ottenuto applausi a scena aperta, in particolare al termine del secondo atto, dopo Vieni, o Levita, introdotto da una solenne linea affidata ai violoncelli. Laura Verrecchia, infine, ha ricevuto un positivo riscontro come Fenena, soprattutto nell’aria breve ma di grande intensità assegnata da Verdi al personaggio.


Un festival sempre più seguito

Il successo di Nabucco si inserisce nel percorso di crescita del Festival Verdiano, che continua a proporre appuntamenti di qualità e registra spesso una forte partecipazione. Tra gli spettacoli riproposti in questi giorni c’è Aida con la regia e le scene ideate da Franco Zeffirelli nel 2001 per il Teatro Verdi di Busseto.

L’opera è in programma a Busseto anche il 16 e il 25 ottobre. Il festival è diretto dal sovrintendente Luciano Messi e dal direttore artistico Alessio Vlad, mentre Nabucco torna al Teatro Regio di Parma il 18 e il 24 ottobre.

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