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Attualità 1 min di lettura53 min fa

Mosca si schiera con Trump e punta il dito su Zelensky

Il portavoce Dmitry Peskov sostiene che il leader ucraino non intenda imboccare la via della soluzione pacifica al conflitto.

Il Cremlino condivide la valutazione di Donald Trump secondo cui Volodymyr Zelensky non sarebbe disposto ad assumersi la responsabilità di un percorso negoziale per porre fine alla guerra. La posizione è stata espressa da Dmitry Peskov, portavoce della presidenza russa.

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L’accusa rivolta a Zelensky

Secondo Peskov, il presidente ucraino non avrebbe intenzione di compiere passi concreti verso una soluzione pacifica. Mosca interpreta dunque il comportamento di Zelensky come un rifiuto di intraprendere un cammino finalizzato alla conclusione del conflitto.

Il rappresentante del Cremlino ha detto che la Russia è «pienamente d'accordo con il presidente Trump» su questo punto. La dichiarazione collega così la valutazione russa a quella già attribuita al presidente degli Stati Uniti.

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La posizione del Cremlino

Nel messaggio di Peskov, il nodo centrale riguarda la responsabilità politica delle decisioni necessarie ad avviare un processo di pace. Il portavoce sostiene che tale responsabilità, da parte ucraina, non venga assunta.

Le parole del Cremlino si limitano a ribadire l’intesa con Trump sulla condotta di Zelensky. Non vengono indicati, nel corso della dichiarazione, nuovi negoziati, scadenze o iniziative specifiche per favorire una soluzione diplomatica.

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