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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Mosca frena sui colloqui: l’attacco di Kiev cambia i piani di Putin

Il presidente russo lascia aperta la porta al dialogo, ma subordina ogni scelta agli interessi di Mosca dopo i raid durante il voto

L’ipotesi di riaprire il confronto con l’Ucraina resta possibile, ma il massiccio attacco attribuito a Kiev contro Mosca nel giorno delle elezioni della Duma ha spinto il Cremlino a rivedere i prossimi passi. Vladimir Putin ha fatto sapere che la decisione finale dipenderà dalle valutazioni russe.


I raid pesano sul possibile dialogo

Putin ha spiegato che la Russia considerava l’eventualità di tornare al tavolo dopo la consultazione elettorale. L’azione militare condotta da Kiev durante il voto, però, ha introdotto un elemento di cautela nella posizione di Mosca.

«Valuteremo con attenzione quali passi intraprendere al riguardo», ha affermato il presidente russo, citato dalla Tass. La frase si riferisce alla scelta se procedere o meno con una nuova fase negoziale dopo gli attacchi.

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Il negoziato non è ancora escluso

Secondo Putin, tra le possibilità ancora considerate figurano sia una riconciliazione sia la ripresa dei colloqui. Il Cremlino, dunque, non ha indicato una chiusura definitiva al confronto con l’Ucraina.

La linea russa resta tuttavia legata a una condizione precisa: ogni decisione, compresa quella di riavviare il processo negoziale, sarà assunta sulla base degli interessi della Russia. «La riconciliazione e la proposta di riprendere i negoziati sono tutte opzioni sul tavolo», ha aggiunto Putin, lasciando aperti gli scenari ma senza fissare tempi per un eventuale ritorno al dialogo.

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