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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Morte di Fakir, le frasi degli agenti nella bodycam

La consulenza della Procura indica tre concause e valuta basse le possibilità di sopravvivenza anche con soccorsi tempestivi

Abderrahim Fakir, 42 anni, morì il 19 luglio in via Svevo, al Pilastro di Bologna, dopo essere stato immobilizzato a terra da due agenti. Le parole pronunciate durante l’intervento sono state registrate dalla videocamera indossata da uno dei poliziotti.

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Le parole registrate durante il fermo

Nella consulenza medico-legale richiesta dalla Procura di Bologna compaiono alcune frasi pronunciate dagli agenti mentre Fakir era a terra. Tra queste, «È schiattato ah» e «Ca*** me ne frega a me».

Il documento è stato predisposto per ricostruire le cause del decesso e valutare il comportamento tenuto durante l’intervento. Fakir morì per un’insufficienza respiratoria acuta, ma gli accertamenti non hanno individuato un’unica origine della morte.


Le concause indicate dai consulenti

Secondo la relazione, alla morte avrebbero contribuito la compressione esercitata sul corpo nella posizione prona, l’assunzione di cocaina e la presenza di problemi cardiaci. Nel quadro esaminato dai consulenti rientra anche lo stato di agitazione che precedette l’immobilizzazione.

La posizione mantenuta mentre i poliziotti lo tenevano fermo a terra avrebbe quindi avuto un peso insieme agli altri fattori. I consulenti hanno inoltre rilevato irregolarità nell’operato sia degli agenti intervenuti sia del personale sanitario arrivato successivamente.

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Le valutazioni sui soccorsi

La consulenza segnala che le procedure adottate non sarebbero state conformi ai protocolli dell’emergenza, sia per i tempi sia per il modo in cui furono eseguite le manovre. «Sono ravvisabili delle criticità», scrivono gli esperti della Procura, riferendosi alla condotta del personale coinvolto.

Gli stessi consulenti hanno però stimato che, anche con un intervento rapido e svolto correttamente, le probabilità di sopravvivenza di Fakir sarebbero state intorno al 15%. La valutazione considera l’insieme delle condizioni riscontrate nella relazione medico-legale.


La decisione sull’inchiesta

Per mercoledì 28 ottobre i magistrati hanno convocato un incontro dedicato ai prossimi passaggi dell’indagine. L’ipotesi è scegliere tra la richiesta di archiviazione e la prosecuzione degli accertamenti.

Nel registro delle annotazioni preliminari risultano al momento sei persone indagate per omicidio colposo. Si tratta dei due agenti intervenuti per bloccare Fakir e di quattro volontari della Croce Rossa arrivati per prestargli soccorso.

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