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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Morawiec difende il ripristino della legalità in Polonia

La giudice, oggi consulente del Consiglio superiore della magistratura, denuncia le pressioni subite durante i governi del PiS

Beata Morawiec ritiene che il governo polacco stia ricostruendo le garanzie dello Stato di diritto. La giudice avverte però che l’assenza di interventi sulla Corte costituzionale potrebbe esporre Varsavia a una sanzione dell’Unione europea.

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Il nodo della Corte costituzionale

La magistrata ha indicato nella Corte costituzionale il principale punto ancora irrisolto della situazione polacca. A suo giudizio, senza un’azione su quell’istituzione, il percorso di ripristino della legalità resterà incompleto e Bruxelles potrebbe imporre una multa.

Morawiec ha affrontato la questione nell’ambito del dibattito sulle riforme giudiziarie avviate dopo gli anni dei governi guidati dal PiS. Oggi svolge il ruolo di consulente del Consiglio superiore della magistratura polacca.

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Le accuse degli anni passati

Durante la precedente stagione politica, Morawiec fu rimossa dalla presidenza del tribunale che dirigeva. In seguito dovette affrontare procedimenti da lei considerati privi di fondamento e campagne pubbliche di denigrazione.

Secondo il racconto della giudice, il governo utilizzò anche il programma Pegasus per sorvegliarla. Le pressioni subite, insieme agli attacchi personali, hanno segnato il suo percorso professionale prima dell’attuale incarico consultivo.

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