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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Missili balistici, Kiev accusa gli alleati: l’unica fonte resta Washington

Zelensky segnala nuove interruzioni di Starlink sui droni ad alta velocità, mentre l’aeronautica ucraina denuncia informazioni incomplete sui lanci russi.

L’Ucraina continua a dipendere dagli Stati Uniti per conoscere in anticipo i lanci dei missili balistici russi. Volodymyr Zelensky ha spiegato che numerosi Paesi forniscono dati a Kiev, ma soltanto Washington trasmette le informazioni specifiche su questo tipo di minaccia, che sarebbero mancate durante attacchi durati tre giorni.

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La falla nelle allerte balistiche

Il presidente ucraino aveva già affrontato il tema il 16 ottobre a Bruxelles, ricordando il contributo di decine di partner internazionali. Per la balistica, tuttavia, il quadro sarebbe molto più ristretto: «Per quanto riguarda i lanci balistici, riceviamo queste informazioni dagli Stati Uniti d’America», aveva dichiarato.

In un’intervista successiva a NBC News, Zelensky ha precisato che nessun altro Paese dispone, secondo Kiev, degli stessi dati esclusivi sui lanci russi. La mancanza di queste comunicazioni si sarebbe fatta sentire proprio nel corso di una serie di raid protrattisi per tre giorni.

Il portavoce dell’aeronautica Yuriy Ignat ha poi riferito che nella notte del 19 ottobre l’Ucraina ha subito due incursioni con armi balistiche: una alle 23 e l’altra alle 3. Nel primo caso le informazioni dei partner non sarebbero arrivate; per il secondo attacco, invece, sarebbero state ricevute.


Due raid, informazioni diverse

Ignat ha ricordato anche l’attacco combinato del 14 ottobre, quando la Russia lanciò 39 missili. In quell’occasione, ha spiegato, il sostegno informativo degli alleati era mancato inizialmente, per poi arrivare durante una fase successiva dell’operazione.

Il colonnello ha sottolineato che le forze ucraine non dipendono soltanto dai dati esterni. I reparti possono contare anche sulle proprie fonti, sui sistemi radar e sul monitoraggio dei lanci, per quanto consentito dalle condizioni operative. Gli specialisti di Kiev stanno comunque verificando con i partner le ragioni delle interruzioni, che non rappresenterebbero un episodio isolato.

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Starlink rallenta i droni

Nel frattempo, Zelensky ha segnalato un problema diverso ma altrettanto delicato per le operazioni al fronte. Secondo una relazione del comandante in capo Mykhailo Drapaty, in varie zone le apparecchiature Starlink/Starshield smettono di funzionare quando i droni raggiungono velocità comprese tra 130 e 161 chilometri orari.

Il malfunzionamento avrebbe conseguenze sulla logistica e sull’impiego di diversi velivoli senza pilota. Tra i sistemi penalizzati ci sarebbero i droni d’attacco a medio raggio e gli intercettori a reazione utilizzati contro gli Shahed, impiegati dalla Russia nelle incursioni.


Danni alla rete energetica

La segnalazione è arrivata dopo una riunione in videoconferenza dedicata agli effetti dell’ennesima ondata di attacchi russi. Zelensky ha riferito che sono state danneggiate 28 sottostazioni, oltre ad altre infrastrutture energetiche considerate importanti.

Il presidente ha sostenuto che la velocità di funzionamento delle apparecchiature è essenziale sia per mantenere efficienti i rifornimenti sia per proteggere il personale. Per questo, ha chiesto di riportare il problema al centro dei colloqui con i partner internazionali, a ogni livello.

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