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Attualità 2 min di lettura49 min fa

Mirafiori resta ferma: Stellantis prolunga la cassa integrazione

Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori resterà chiuso anche dal 9 al 15 novembre.

Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori resterà chiuso anche dal 9 al 15 novembre. Per circa 1.000 lavoratori del reparto carrozzeria si allunga così il periodo di cassa integrazione, iniziato dopo l’ultimo turno del 16 ottobre.

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La posizione della Fiom

Gianni Mannori, responsabile della Fiom di Mirafiori, contesta la motivazione legata alla carenza di componenti. A suo giudizio, il problema dei pezzi disponibili viene utilizzato come «un alibi», perché la domanda per la Fiat 500 non sarebbe sufficiente a mantenere attive le linee torinesi.

Il sindacato non ha sottoscritto l’accordo sulla cassa integrazione. La Fiom aveva chiesto di riconoscere la maturazione delle quote di ferie e permessi, considerando che nel mese i giorni senza lavoro supereranno probabilmente il 50%; questa condizione non è stata inserita dall’azienda.


Un mese senza produzione

Con la nuova settimana di fermata, Mirafiori raggiungerà un mese consecutivo senza attività produttiva. Il reparto interessato è quello in cui vengono assemblate la Fiat 500 ibrida e quella elettrica, gli unici modelli attualmente assegnati al sito torinese.

Stellantis aveva inizialmente previsto due settimane di cassa integrazione, poi aveva esteso la sospensione fino al 6 novembre. La società ha inoltre fatto sapere che l’interruzione potrebbe andare avanti fino alla fine del 2026, se non cambieranno le condizioni produttive.

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Il nodo dei componenti

La casa automobilistica attribuisce lo stop alla disponibilità insufficiente di un componente del motore della Fiat 500, fornito da Marelli. L’azienda faceva parte in precedenza del perimetro industriale di Exor, che in seguito l’ha ceduta.

Per Mannori, la scarsità di parti riguarda soprattutto stabilimenti come Pomigliano, dove viene prodotta la Pandina, un modello con una domanda più sostenuta. La Fiom sostiene invece che a Mirafiori la causa principale sia la debolezza delle vendite della 500 e che i motori vengano destinati agli impianti impegnati su vetture più richieste.


L’ipotesi di un nuovo modello

Stellantis aveva indicato nelle scorse settimane la possibilità di assegnare a Mirafiori una nuova vettura. L’eventuale decisione, però, sarebbe collegata alla riduzione dei costi, in particolare di quelli energetici, attraverso interventi del governo.

Per la Fiom, l’assenza di un secondo modello rende la situazione sempre più difficile per lo stabilimento e per i suoi dipendenti. Al momento, la produzione resta quindi concentrata sulla Fiat 500, con le linee ferme almeno fino al 15 novembre.

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