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Attualità 2 min di lettura14 ore fa

Minoranze ai vertici degli Stati Uniti dopo il voto

I risultati premiano candidati democratici neri, nativi, latini e musulmani, eletti o lanciati verso ruoli di primo piano

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno portato esponenti di diverse minoranze verso incarichi istituzionali di primo piano. Il voto ha inoltre riconsegnato ai Democratici la maggioranza alla Camera e indebolito il fronte di Donald Trump.

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Jeffries verso la presidenza della Camera

Hakeem Jeffries ha ottenuto il suo ottavo mandato nel distretto numero 8 di New York, con il 78,9% dei consensi. Dopo il ritorno dei Democratici alla guida della Camera, il deputato è tra i candidati alla presidenza dell’assemblea, la terza carica dello Stato, in vista dell’elezione prevista a gennaio 2027.

Se scelto, Jeffries sarebbe il primo afroamericano a ricoprire quel ruolo nella storia degli Stati Uniti. La sua eventuale nomina lo collocherebbe alla guida dell’opposizione istituzionale nella parte conclusiva del mandato presidenziale di Trump.


Due governatrici segnano un primato

In Wisconsin David Crowley ha superato il repubblicano Tom Tiffany con il 53,3% dei voti. Il quarantenne democratico diventa così il primo governatore afroamericano nei 178 anni di storia dello Stato, dopo una campagna sostenuta anche dal governatore uscente Tony Evers.

In New Mexico Deb Haaland ha invece vinto la corsa alla carica di governatrice con il 57,2%, battendo Gregg Hull. Esponente del popolo Laguna Pueblo, Haaland era già stata tra le prime donne native elette al Congresso e la prima persona nativa a dirigere il dipartimento dell’Interno durante l’amministrazione Biden.

Con la sua elezione diventa la prima donna nativa americana a guidare uno Stato statunitense. Anche la composizione dell’esecutivo rappresenta un primato: Haaland e la vicegovernatrice latina Stephanie Garcia Richard formeranno la prima coppia interamente composta da donne appartenenti a minoranze alla guida di uno Stato.

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Flanagan ed El-Sayed al Senato

Peggy Flanagan ha conquistato, secondo le proiezioni, il seggio del Minnesota al Senato. La vicegovernatrice uscente sarà la prima nativa americana a rappresentare lo Stato nella Camera alta e una delle prime donne indigene a entrare nel Congresso.

Flanagan, vicina all’area progressista democratica, ha battuto Michele Tafoya, già inviata a bordo campo per la lega professionistica di football americano. Durante la campagna, la repubblicana aveva attaccato l’amministrazione statale guidata da Tim Walz e la stessa Flanagan per un’inchiesta su presunte frodi nell’assegnazione di fondi pubblici destinati al welfare.

In Michigan Abdul El-Sayed ha sconfitto Mike Rogers e diventa il primo senatore musulmano degli Stati Uniti. Medico e accademico, sostenuto anche da Bernie Sanders, ha impostato la campagna su sanità pubblica, costo della vita e diritti sociali; il risultato mantiene inoltre il Senato del Michigan senza vittorie repubblicane dal 1994.

Nel discorso con cui ha rivendicato l’elezione, El-Sayed ha detto: «Sappiamo tutti che il mio nome e la mia fede non sono il motivo per cui non potete permettervi la benzina, fare la spesa o pagare una visita medica».

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