Minicar nera, il dettaglio che ha aiutato a identificarla
Il carrozziere Stefano Mazzatelli ricostruisce le trasformazioni della Aixam e descrive il giovane proprietario, mentre emergono sei aggressioni contestate a due minorenni.
Un simbolo rosso applicato sulla parte anteriore e alcune personalizzazioni hanno contribuito a rendere riconoscibile la minicar collegata alle aggressioni commesse a Roma. Il mezzo sarebbe stato usato da due ragazzi di 16 e 17 anni, che hanno ammesso le proprie responsabilità e avrebbero agito, secondo il loro racconto, per noia.
La vettura è una Aixam Gto Emotion, modello il cui prezzo di listino parte da 17mila euro. Tra gli episodi attribuiti ai due minorenni figura anche l’aggressione all’attore Davide Iacopini, avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 ottobre.
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Il simbolo rosso ha attirato l’attenzione
A ricostruire la storia dell’auto è Stefano Mazzatelli, titolare della carrozzeria Kyt Racing, conosciuta in precedenza come 3M Racing e situata nella zona di Boccea. In origine la minicar era grigia, ma dopo un incidente con danni nella parte posteriore venne riverniciata in nero opaco.
Sul veicolo erano presenti tre adesivi: due collocati sui vetri laterali posteriori e un altro sul cofano. La parte più caratteristica era però l’allestimento estetico, formato da paraurti, parafanghi e mascherina anteriore con un emblema raffigurante un serpente. L’intervento aveva un valore stimato tra 1.700 e 2.000 euro.
Il disegno rosso, nato nel 2016 per iniziativa del figlio di Mazzatelli, è diventato nel tempo un motivo richiesto tra gli appassionati di microcar. Il carrozziere ha riferito che la stessa immagine sarebbe comparsa persino sulle confezioni di alcuni fuochi d’artificio importati.
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Un’auto modificata direttamente dal proprietario
Secondo Mazzatelli, il giovane proprietario era molto interessato alle personalizzazioni e interveniva personalmente sulla vettura. Le luci supplementari e i vari sistemi a led, infatti, sarebbero stati installati proprio da lui, segno di una certa familiarità con i lavori elettrici e meccanici sull’auto.
Il primo ingresso nella carrozzeria risalirebbe a marzo. In quell’occasione il ragazzo si era presentato con la madre per ritirare la minicar dopo la riparazione; il titolare lo ha descritto come un giovane dall’aspetto tranquillo, una “faccia pulita”.
L’ultimo contatto sarebbe avvenuto invece nei primi giorni di settembre, quando il proprietario avrebbe chiesto di aggiungere nuove grafiche adesive. Proprio l’insieme tra colore, modifiche e simboli distintivi avrebbe contribuito a collegare la vettura alla serie di sei aggressioni avvenute nella capitale.
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