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Attualità 1 min di lettura2 ott

Milano, Tajani sul caso urbanistica: «Non fermiamo i cantieri

Il vicepremier difende la continuità dell’attività edilizia e invita a non lasciare che l’indagine condizioni l’economia della città.

Il futuro dell’edilizia milanese, secondo Antonio Tajani, non deve essere deciso dagli effetti di un’inchiesta giudiziaria. Il vicepremier e ministro degli Esteri ha chiesto di evitare il blocco dei cantieri, intervenendo all’evento “Città nel futuro 2030-2050” promosso dall’Ance.


Tajani chiede di non fermare Milano

Nel suo intervento, Tajani ha richiamato la situazione del capoluogo lombardo e la necessità di mantenere attiva la filiera delle costruzioni. «Non bisogna farsi spaventare da un’inchiesta, che poi si è dimostrata molto fragile, per bloccare tutto», ha affermato.

Il ministro ha quindi ribadito che la battaglia politica deve proseguire contro il rallentamento dell’attività edilizia. Il riferimento è al rischio che l’indagine sull’urbanistica possa produrre conseguenze più ampie sullo sviluppo degli interventi in città.

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Giustizia ed economia da bilanciare

Tajani ha riconosciuto che la magistratura deve poter svolgere il proprio lavoro senza interferenze. Allo stesso tempo, ha sottolineato che l’azione giudiziaria non dovrebbe trasformarsi in un ostacolo per le iniziative economiche.

«L’attività giudiziaria, che deve fare il suo corso, non può però penalizzare l’attività economica», ha aggiunto il vicepremier. La posizione espressa all’incontro dell’Ance punta dunque a separare l’accertamento delle responsabilità dalla continuità dei progetti edilizi milanesi.

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