Milano, la paura fa chiudere le boutique: online spuntano i saccheggi
Dopo i disordini, diverse attività del lusso hanno anticipato la chiusura nel quadrilatero della moda, mentre in Francia ricompaiono sul web i prodotti sottratti durante le proteste.
Gli oggetti portati via durante le proteste francesi del 17 ottobre sono comparsi sui siti di vendita tra privati, con annunci che propongono cosmetici, borse, scarpe e abiti firmati. Intanto a Milano il timore di nuovi disordini ha spinto numerosi negozi del centro ad abbassare le serrande prima del previsto, in una giornata segnata da una presenza rafforzata delle forze dell’ordine.
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Gli annunci dei saccheggi arrivano online
Su Vinted e Leboncoin sono stati pubblicati inserzioni e messaggi che fanno riferimento esplicito agli episodi del 17 ottobre. Alcuni venditori sostengono di offrire capi ottenuti durante la manifestazione, mentre su TikTok circolano filmati ironici che mostrano gli annunci e invitano a cogliere quelli che vengono presentati come affari convenienti.
Tra la merce indicata figurano prodotti di bellezza, borse piene di articoli, calzature sportive e vestiti di marche prestigiose. Durante le incursioni erano state colpite, tra le altre, le boutique di Louis Vuitton, Burberry e Celine. Gli oggetti vengono spesso descritti come in condizioni eccellenti e proposti a cifre molto inferiori rispetto ai prezzi abituali.
Le piattaforme cercano i venditori
Vinted Francia ha fatto sapere di avere avviato controlli per individuare e cancellare le offerte riconducibili ai saccheggi, mantenendo sotto osservazione anche gli annunci considerati sospetti. La verifica, tuttavia, non è semplice: non sempre è possibile dimostrare che un prodotto pubblicizzato provenga proprio dagli episodi di vandalismo del fine settimana.
I regolamenti delle piattaforme vietano la compravendita di beni rubati. In Francia, inoltre, la ricettazione può comportare fino a cinque anni di reclusione e una multa da 375mila euro. Le conseguenze possono riguardare non solo chi mette in vendita la merce, ma anche chi la acquista sapendo, o accettando il rischio, che abbia un’origine illecita.
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A Milano serrande abbassate presto
Nel capoluogo lombardo, lunedì 19 ottobre diversi esercizi del lusso di via Montenapoleone hanno interrotto l’attività alle 14. Tra i marchi che hanno chiuso in anticipo ci sono Chanel, Hermès e Pomellato. Goyard ha avvertito i clienti con un cartello: «Date le manifestazioni, rimarremo chiusi».
I commercianti si sono organizzati anche attraverso una chat di WhatsApp per condividere informazioni e decidere come comportarsi. Alcune commesse di Intimissimi hanno spiegato: «Siamo rimasti in pochi aperti, ma siamo pronti a chiudere a chiave appena percepiamo qualcosa di non sicuro».
La vigilanza è stata rafforzata agli ingressi dell’area: una camionetta della polizia era presente da via Manzoni, mentre un secondo mezzo blindato si trovava a San Babila. La chiusura anticipata dei negozi è arrivata dopo la devastazione registrata nel fine settimana e nel timore che potessero verificarsi nuovi disordini.
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