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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Medici specializzandi, fondi pubblici anche ai candidati più anziani

Dopo gli scorrimenti, nove candidati anziani hanno ottenuto una borsa nella graduatoria nazionale per le scuole di specializzazione.

Un medico anziano è entrato in una scuola di specializzazione grazie al concorso nazionale del 2026. La normativa non stabilisce un’età massima e il caso riapre il tema dell’impiego di risorse pubbliche e dei posti disponibili per i candidati più giovani.

La graduatoria è inoltre esposta a possibili ricorsi. Il Consiglio di Stato ha accolto l’impugnazione presentata da 27 candidati su una domanda del test, mentre il ministero non ha ancora depositato il verbale della commissione che l’ha riesaminata.

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L’accesso senza limite d’età

Al concorso si sono iscritti 17.652 aspiranti. Tra questi c’erano 65 persone anziane e 17 candidati di età ancora più avanzata; dopo gli scorrimenti, nove candidati appartenenti alle fasce più anziane hanno ricevuto una borsa.

Il caso più avanzato per età riguarda un medico anziano. Con 17,5 punti su 147 e il 17.608esimo posto, è stato ammesso a Igiene e medicina preventiva all’Università di Perugia, una scuola che ha esaurito i posti disponibili.


Il costo dei contratti

Ogni contratto di formazione specialistica pesa sulle finanze pubbliche per una somma annua significativa. Nell’arco dell’intero percorso, la spesa complessiva è quindi consistente per ciascun assegnatario.

La questione riguarda anche un medico anziano, già in possesso di diverse specializzazioni. Dopo aver lasciato Medicina d’urgenza al termine del primo anno perché non riusciva più a sostenere i turni notturni in pronto soccorso, oggi è pensionato e lavora sulle navi da crociera; a luglio ha comunque partecipato di nuovo alla selezione.


I controlli sui titoli

Per chi proviene da un altro percorso è previsto l’azzeramento dei punti legati ai titoli, una misura pensata per limitare il passaggio tra scuole e lo spreco di risorse. Nel 2025, tuttavia, 520 specializzandi hanno ripetuto il concorso ricominciando dal primo anno in un’altra disciplina o sede: il costo stimato è stato una somma importante.

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Le verifiche sui requisiti si sono basate inizialmente anche sulle autocertificazioni. L’Associazione Liberi Specializzandi, guidata da Massimo Minerva, aveva segnalato già a settembre 2025 alcuni casi di medici già specialisti ai quali erano stati attribuiti punti; uno di loro è stato ammesso a Chirurgia maxillo-facciale a Verona, mentre a Roma un’odontoiatra già specializzata frequenta Radiologia alla Sapienza con 6,5 punti per i titoli.


Il ricorso sul quesito 34

Il 5 novembre il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di 27 candidati contro la formulazione del quesito numero 34. I giudici hanno ribadito che ogni domanda ministeriale deve avere «una sola risposta inequivocabilmente corretta».

Ora la questione torna al Tar e la graduatoria nazionale potrebbe essere annullata anche dopo il completamento delle assegnazioni. Il ministero, inoltre, non ha ancora consegnato il verbale della commissione riunitasi il 27 ottobre: la seduta è durata circa mezz’ora e ha coinvolto 16 dei 30 commissari.


I nomi in fondo alla lista

Nella parte bassa della graduatoria, al posto 17.076, compare anche Salvatore Cuzzocrea, ex rettore di Messina sospeso dall’insegnamento e imputato in un procedimento per peculato e falso. Non essendo stato escluso, potrebbe ancora subentrare se restassero posti liberi in sedi non scelte dagli altri candidati.

Il ministero ha spiegato di procedere con controlli a campione sugli albi professionali. Secondo le contestazioni, però, alcuni requisiti possono essere verificati rapidamente consultando gli archivi degli ordini.

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