Massimo Ranieri, il successo non bastava: «Pensai di lasciare tutto
Dal Pallonetto di Napoli ai grandi palcoscenici, l’artista ripercorre povertà, lavoro precoce e una crisi che lo spinse a dubitare della propria strada.
Anche dopo aver raggiunto il successo, Massimo Ranieri ha attraversato una fase in cui il peso della carriera sembrava diventato insostenibile. L’artista ha raccontato di avere pensato di abbandonare tutto, nonostante le vittorie già ottenute, e di essersi rivolto al proprio produttore per chiedere aiuto.
La risposta ricevuta fu tutt’altro che rassicurante: «Senza di me non farai un ca**o nella vita». Quel momento, ricordato nel racconto della sua carriera, si inserisce in un percorso segnato da sacrifici, difficoltà e una lunga gavetta. Oggi Ranieri è tornato con il singolo “Il giorno prima”, accompagnato da un video diretto da Roberta Torre.
Il ritorno alla casa del Pallonetto
Nel ripercorrere la propria storia, Ranieri è partito dal luogo in cui è cresciuto, in via del Pallonetto 41 a Napoli. Ogni tanto passa davanti a quella casa per osservare i cambiamenti, ma non è mai riuscito a rientrarvi: un ritorno che, evidentemente, conserva ancora un forte carico emotivo.
L’abitazione si trovava all’ultimo piano e si raggiungeva attraversando un passaggio privo di luce. In famiglia erano otto, sei figli insieme ai genitori, tutti raccolti in un unico ambiente. L’artista ha ricordato anche l’assenza di un vero bagno e il modo in cui sua madre lo lavava, usando una bagnarola sistemata nel corridoio del condominio.
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La scuola interrotta dal lavoro
Il percorso scolastico di Ranieri si concluse dopo la quinta elementare. Uscito da scuola, nel pomeriggio andava a lavorare per contribuire alle necessità familiari, mentre i compagni con la cartella gli apparivano lontanissimi dalla sua realtà quotidiana.
Avrebbe voluto proseguire gli studi e suo padre era favorevole, ma fu la madre, guidata dalle urgenze economiche, a decidere che il figlio dovesse iniziare a guadagnare. Guardando indietro, Ranieri ammette che forse quella scelta fu inevitabile: avrebbe potuto ottenere un diploma e trovare un impiego pubblico, invece la sua vita lo ha portato a cantare e recitare migliaia di volte davanti a milioni di persone.
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