Marracash, la difesa di Eros: «Il dissenso non si tocca»
Ramazzotti sostiene la posizione del rapper, ma condanna le devastazioni avvenute a Milano durante le proteste studentesche.
La discussione sulle proteste studentesche di Milano ha coinvolto anche Eros Ramazzotti, intervenuto per sostenere Marracash e il diritto di esprimere il proprio dissenso. Il cantante ha però separato con chiarezza la legittimità delle manifestazioni dagli episodi di vandalismo e dagli scontri con le forze dell’ordine.
Nel fine settimana del 17 e 18 ottobre, la città è stata teatro di nuove tensioni. La domenica, un gruppo composto in larga parte da ragazzi con il volto coperto ha danneggiato alcuni negozi in via Torino e ha fatto irruzione in un supermercato; il giorno successivo la situazione è degenerata in conflitti con la polizia. Stando a fonti delle forze dell’ordine, le persone condotte in Questura erano almeno 160 e circa l’80 per cento risultava minorenne.
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La linea tra protesta e violenza
Le mobilitazioni erano nate da questioni precise: il limite previsto per la presenza di alunni stranieri nelle classi, l’aumento degli affitti e la riduzione delle risorse destinate alla scuola. Il ministro Valditara aveva definito gli episodi più gravi come “teppismo politico”.
Per Ramazzotti, chi ha provocato danni ha finito per oscurare le ragioni di chi manifestava senza ricorrere alla violenza. La sua posizione, quindi, tiene insieme due elementi: la difesa delle proteste pacifiche e il rifiuto delle azioni che hanno danneggiato la città o alimentato gli scontri.
Eros si schiera con Marracash
Marracash aveva espresso su Instagram il proprio sostegno agli studenti e alle loro rivendicazioni. La sua presa di posizione aveva aperto anche una discussione sul diritto, per una persona ricca e affermata, di parlare di disuguaglianze e difficoltà sociali.
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Il rapper aveva respinto l’idea che il successo economico rendesse illegittime le sue parole, ricordando la propria storia e il percorso compiuto. Su questo punto si è inserito Ramazzotti, artista distante da Marracash per generazione, stile musicale e pubblico, dichiarando: “Sto con Marracash”.
Il cantante ha sostenuto che il diritto di parola non dipende dal patrimonio personale: può esercitarlo anche chi ha raggiunto una posizione agiata attraverso il proprio lavoro e paga regolarmente le tasse. A suo giudizio, la disponibilità economica non cancella né le origini né la possibilità di prendere posizione sulle disuguaglianze.
Il messaggio di Ramazzotti si chiude dunque con una difesa del dissenso, considerato un diritto da tutelare, accompagnata dalla condanna delle devastazioni. La solidarietà a Marracash riguarda soprattutto gli studenti scesi in piazza per far sentire la propria voce, non le condotte violente che hanno seguito alcune proteste.
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